La Iaaf in una nota ufficiale ha spiegato la tesi esposta davanti al Tribunale di Arbitrato dello Sport di Losanna secondo la quale Caster Semenya "È biologicamente un maschio"Una ‘accusa' che la due volte oro olimpico sugli 800 metri non ha mai accettato e respinto al mittente. La mezzofondista  ha sempre contestato la regola secondo cui, per poter continuare a gareggiare, lei e le altre nella sua stessa condizione di "iperandrogenismo" dovrebbero obbligatoriamente sottoporsi a una terapia ormonale per ridurre i propri livelli di testosterone.

 Il termine scientifico indica una eccessiva produzione di ormoni maschili, in particolare di testosterone ed è il motivo della contesa tra la Semenya e la Federazione Internazionale: dopo aver perso la causa al Tas di Losanna, la Semenya ha poi vinto la sua battaglia al Tribunale Federale svizzero un mese fa, ma la situazione è tutt'altro che archiviata.

L'atleta è tornata a gareggiare ma nelle motivazioni del Tas c'è chiaramente un riferimento ad atlete "biologicamente uomini ma con tratti d'identità di genere femminile". Una accusa che la Semenya non ha mai tollerato dichiarando anche di essere vessata a livello umano da simili illazioni.

 Mi hanno utilizzato come cavia da laboratorio nella faccenda riguardante il nuovo regolamento sugli atleti iperandrogenici.  Ma adesso non permetterò più che usino il mio corpo. Mi sento ferita da certe affermazioni  in un modo che le parole non riescono a spiegare

Nel documento di 163 pagine del Tas in cui c'è la storia di questo processo sportivo, in cui è presente la tesi supportata dalla Iaaf, dunque, la Semenya non dovrebbe gareggiare con le donne, ma non è spiegato però quale sarebbe il suo ‘destino' sportivo. Al momento, corre regolarmente nelle gare di atletica femminili, senza doversi sottoporre in maniera obblifata alcun trattamento ormonale.