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Opinioni
Festival di Sanremo 2022
14 Febbraio 2022
14:47

Lettera d’amore a Tananai e agli uomini che sanno ridere di loro stessi

Ridere dei propri insuccessi: così Tananai è passato da essere il peggior cantante di Sanremo a un fenomeno mediatico da tutto esaurito ai concerti. Un altro colpo alla mascolinità tossica che arriva da Sanremo.
A cura di Maria Cafagna
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Spesso si sente dire che per conquistare il cuore di una donna è necessario farla ridere. Niente di più vero, almeno stando a vedere alcune famosissime coppie di Hollywood. L’ultima in ordine di tempo è quella formata da Kim Kardashian e Pete Davidson, uno dei volti del programma Saturday Night Live dove i volti più celebri dello show business mondiale – di recente tra gli ospiti ci sono stati anche i Maneskin – si mettono in gioco in simpatici siparietti e gag insieme ai comici del programma. Ed è stato proprio durante la puntata in cui è stata ospite che sarebbe scoppiato il colpo di fulmine tra Kardashian e Davidson, che in passato è stato legato anche ad Ariana Grande, Kate Beckinsale e alla super model Kaia Gerber.

Hanno trovato l’amore al Saturday Night Live anche Scarlett Johansson e la vincitrice del premio Oscar Emma Stone. Johansson ha conosciuto lì il suo terzo marito Colin Jost: laureato ad Harvard, già autore per Jimmy Fallon, Jost è uno dei volti e delle firme più amate del programma; anche Emma Stone ha conosciuto il suo futuro marito dietro del quinte del SNL dove ha conosciuto Dave Mc Cary, uno dei registi del programma.

Non serve andare oltreoceano per capire che sempre più donne – e perché no, sempre più uomini – sono in cerca di un partner che sappia far ridere ma soprattutto sappia ridere di se stesso. Un esempio recente e tutto italiano è Tananai, ultimo classificato al Festival di Sanremo.

Tananai è il nome d’arte di Alberto Cotta Ramusino, classe 1995, cantante in ascesa che sul palco dell’Ariston attendeva la propria consacrazione. Peccato chela sua prima esibizione sia stata un disastro e sui social e in particolare su Twitter non gli sono stati risparmiati commenti molto negativi. Tananai avrebbe potuto finire nel dimenticatoio ma proprio quella sera, tornato in albergo, ha avviato una diretta in cui rideva della propria performance insieme ai suoi follower: “pensavo di aver fatto una ficata, torno a casa: una merda!”. Il video in poco tempo diventa virale e le attenzioni di tantissime persone – probabilmente le stesse che avevano accolto la sua esibizione con una scrollata di spalle – si sono concentrate su di lui. Tutte queste attenzioni però non lo hanno aiutati a scalare la classifica ma la sera della finale Tananai si riprende mentre festeggia l’ultimo posto insieme al suo staff conquistando definitivamente di milioni di italiane e di italiani. In pochi giorni il suo brano scala le posizioni di Spotify, si moltiplicano le richieste di ospitate in televisione e il suo successo sembra inarrestabile, tant’è che in poche ore le date dei suoi concerti sono sold out e Tananai è costretto a spostarli in location con una capienza più ampia. In molte e in molti – il successo, da questo punto di vista, non conosce genere – dicono che Tananai è il fidanzato che ognuna e ognuno vorrebbe perché è una persona che porta allegria e sopratutto che sa ridere di se stesso, che non ha paura di prendersi poco sul serio e sa affrontare i propri limiti con un sorriso.

Sembra lontana la conferenza stampa in cui Ultimo attaccava i giornalisti presenti a Sanremo dopo il suo secondo posto dietro Mahmood, ma stiamo parlando del 2019. Solo tre anni fa, il cantante romano dopo non essersi congratulato in diretta col vincitore, decise di non posare insieme a lui e a Il Volo – terzi classificati di quell’edizione – per la tradizionale copertina di Tv Sorrisi e Canzoni. Eppure in tre anni una nuova ondata di giovani artisti sembra aver cambiato totalmente il modo di presentarsi al pubblico, vivere il palco e di affrontare le critiche. Soprattutto sembra che sempre più giovani uomini siano interessati a cavalcare l’onda della lotta agli stereotipi tossici che circondano l’universo maschile: quando parliamo di stereotipi ci riferiamo quasi sempre alle donne o alle minoranze – persone straniere, con disabilità, LGBT+ – ma anche gli uomini ne sono vittime, basti pensare a quante volte viene detto loro di non piangere, di non mostrarsi deboli, di reagire con rabbia alle critiche per dimostrarsi sempre e comunque più forti dei propri detrattori.

In questi ultimi anni tantissimi uomini, a prescindere dall’orientamento sessuale, decidono di mostrare le loro fragilità e trovano in questo un senso di assoluta liberazione. Qualcuno dice che dietro questo tipo di comportamenti c’è una precisa strategia di marketing, ma qualsiasi sia l’intento – vendere dischi, guadagnare follower, attrarre gli sponsor – è interessante notare che oggi un artista che voglia far breccia nel pubblico ha la possibilità di farlo attraverso la lotta agli stereotipi machisti e maschilisti, un fatto impensabile solo pochi anni fa.

Esattamente come le donne stanno lottando per abbattere quegli stereotipi che negano loro  tuttora posizioni di potere e il diritto all’autodeterminazione, anche molti gli uomini stanno cercando di vivere più serenamente la loro parte più fragile, più frivola, più storicamente “femminile. Basti pensare che sul palco di Sanremo per la prima volta quest’anno i fiori sono stati regalati anche agli uomini e che gli artisti hanno sfoggiato look decisamente insoliti, almeno per il grande pubblico: in tanti hanno scelto il rosa, abbiamo visto pizzi e merletti addosso agli uomini, alcuni hanno indossato la gonna e capi con motivi floreali. Tra questi, anche cantanti dichiaratamente eterosessuali proprio come Tananai, che per la serata delle cover ha scelto di rendere omaggio a Raffaella Carrà “per il suo esempio di libertà e inclusività”.

Che vogliate conquistare una star di Hollywood, sbancare sui social o se semplicemente desiderate stare bene con voi stessi, il consiglio è quello di cominciare a buttarvi alle spalle tutte costrizioni tossiche e stereotipi dannosi perché le gabbie che ci imprigionano in qualcosa che non ci assomiglia non solo ci danneggiano, ma fanno male alle persone che ci stanno accanto o che vorremmo accanto a noi. Meglio prendersi poco sul serio e farsi una risata o, per dirla in una frase, in un mondo pieno di Nino Sarratore scegliete di essere un Tananai.

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Maria Cafagna è nata in Argentina ed è cresciuta in Puglia. È stata redattrice per il Grande Fratello, FuoriRoma di Concita De Gregorio, Che ci faccio qui di Domenico Iannacone ed è stata analista di TvTalk su Rai Tre. Collabora con diverse testate, ha una newsletter in cui si occupa di tematiche di genere, lavora come consulente politica e autrice televisiva. -- Maria Cafagna   Skype maria_cafagna
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