Il governo arranca, le opposizioni provano a rialzare la testa. Questo è il succo del sondaggio realizzato da Emg Acqua per la Rai in cui si evidenziano le intenzioni di voto degli elettori per le elezioni europee di maggio, confermando quanto già emerso nelle scorse settimane. Il primo dato è quello dell’area di governo, oggi al 55,2%: solo una settimana fa era al 56,1%. La Lega rimane il primo partito con il 30,1%, seguito dal Movimento 5 Stelle al 25,1%, entrambi in calo. L’opposizione di centrodestra è in leggera ripresa e registra, nel suo complesso, il 15% dei consensi: cresce di mezzo punto percentuale in una settimana Forza Italia, arrivando al 9,7%. Stabile al 4,5% Fratelli d’Italia.

In recupero anche l’opposizione di centrosinistra, ora al 25,7%. Il Pd guadagna mezzo punto percentuale in sette giorni e arriva al 18,7%, lo stesso risultato delle elezioni del 4 marzo. +Europa è stabile al 3%, Potere al popolo in leggera crescita al 2%. Agli elettori del Pd viene anche chiesto un parere sulle primarie che si terranno a marzo. Il 20% degli elettori dem afferma che andrà a votare, il 64% non lo farà e il 16% ancora non lo sa. Nella sfida delle primarie è nettamente in testa Nicola Zingaretti: il sondaggio Emg registra il 55% dei consensi per il presidente della Regione Lazio. Nettamente dietro Maurizio Martina al 37% e Roberto Giachetti all’8%.

Economia, Tav e caso Diciotti

Nel sondaggio si chiede agli intervistati anche un parere su altre questioni di attualità. A partire dalla situazione economica: si dice pessimista per il futuro il 53% del campione, ottimista il 36%, mentre non si esprime l’11%. Per quanto riguarda la Tav, il 61% degli intervistati ritiene che alla fine si farà: previsione negativa, invece, per il 26%. Infine, agli elettori del Movimento 5 Stelle viene chiesto cosa voterebbero nel caso in cui potessero esprimersi online per decidere sul caso Diciotti e sull’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Il 62% degli elettori pentastellati voterebbe contro l’autorizzazione. Favorevole solo il 31%.