La Lega in calo, il Movimento 5 Stelle arranca, ma il Pd proprio non riesce ad approfittarne. In vista delle elezioni europee, un sondaggio di Ipsos per il Corriere della Sera mostra un aumento del partito degli indecisi e degli astensionisti, mentre tutte le altre forze politiche vivono un momento di difficoltà. La Lega rimane saldamente il primo partito, con il 34,4% dei consensi, nonostante un calo dell’1,4% rispetto a gennaio. Il Movimento 5 Stelle segue a distanza, stabile al 25,4%. Chi proprio non riesce ad approfittarne è il Pd che è di nuovo in calo e scende al 16,1%, lo 0,8% in meno rispetto all’ultima rilevazione di Ipsos. A recuperare qualcosa, pur rimanendo a un livello ben al di sotto delle aspettative, è Forza Italia, che cresce di un punto e raggiunge l’8,1%. Distanti tutti gli altri, con un ottimo risultato per +Europa che si attesta al 4,2%, dato nettamente migliore rispetto a quello delle elezioni politiche. Rimane sopra la soglia di sbarramento anche Fratelli d’Italia, al 3,6%. Nessun altro partito riesce poi ad avvicinarsi alla soglia del 3%.

Il dato segnalato da Ipsos è quello sull’astensione, risultata altissima: siamo al 42,5%. Anche se va detto che per le elezioni europee non è un numero sorprendente, ma segue un continuo calo dei votanti. Nel sondaggio si valuta anche chi siano gli indecisi e i possibili astenuti. Si tratta soprattutto di donne (48%), giovani tra i 18 e i 30 anni (51%), persone che vivono al Sud e nelle Isole (46%), casalinghe (51%), studenti (51%), disoccupati (47%) e operai (46%). In sostanza, riassume Nando Pagnoncelli, chi è in difficoltà o è sfiduciato, anche se le differenze rispetto al passato sono meno accentuate, con un alto tasso di laureati (42%) e dirigenti (33%) intenzionati a non votare. Chi viene maggiormente penalizzato dall’astensione è il Movimento 5 Stelle insieme al Pd: entrambi perdono un elettore su 4 rispetto a marzo. Infine, Ipsos chiede un parere agli intervistati sull’Europa: ha fiducia solo il 36%. Di questi il 12% si dice euro-entusiasta e il 24% euro-tiepido. Il 55%, invece, non ha fiducia o ne ha poca nell’Ue. Si registra una fiducia maggiore tra gli studenti, gli elettori di centrosinistra e chi si informa attraverso i giornali.