Dopo mesi di inarrestabile crescita a discapito dell'alleato di governo, ora anche la Lega di Matteo Salvini registra un sensibile calo di consensi. Stando ai rilievi dell'istituto Ipsos di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, l'anno 2018 si chiude con un calo del 3% dei consensi per la Lega, che si attesta al 33% circa da un iniziale 36,2%. Pur rimanendo ben oltre il 30%, la Lega ha iniziato a disegnare una traiettoria discendente che dalle elezioni dello scorso 4 marzo non era mai stata registrata.

"Se il «Capitano» rimane saldamente in sella, il partito risente invece di alcune difficoltà. La più evidente è il rapporto che il governo intrattiene con i ceti produttivi del Nord e del Centro-Nord. Reddito di cittadinanza, blocco delle grandi opere (in questi giorni si aspetta il verdetto annunciato contro la Tav), difficoltà a procedere speditamente verso la crescita dell’autonomia delle regioni settentrionali, non depongono a favore della Lega, che perde consensi nel lavoro autonomo, uno dei suoi capisaldi", spiega Pagnoncelli.

La discesa dei consensi si registra anche per il Movimento 5 Stelle. A differenza del Carroccio, M5S ha iniziato a registrare il calo già durante il periodo di formazione del governo e alla fine dell'anno si registra una discesa pari a 5 punti percentuali totali con il Movimento 5 Stelle che si attesta al 27% dall'iniziale 32% delle politiche del 4 marzo. Secondo Ipsos, i delusi del Movimento 5 Stelle "si sono rifugiati nell’incertezza o nell’astensione (circa il 20% dell’elettorato del 4 marzo) o hanno scelto la Lega (12%)".

Per quanto riguarda gli altri grandi partiti, il Pd si attesta al 18% circa, mantenendosi dunque sui valori registrati lo scorso 4 marzo, mentre Forza Italia segna un crollo netto dei consensi e si attesta ora all'8% circa, perdendo la metà dei voti raccolti alle scorse politiche. Forza Italia, come indicano i flussi, è stata letteralmente cannibalizzata dalla Lega di Matteo Salvini.

L'indice di gradimento del governo Conte rimane alto seppur in calo rispetto a luglio. "Il governo Conte parte bene con un indice di gradimento (60) vicino a quelli degli altri esecutivi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi), in luglio sale a 68 e a sei mesi dall’insediamento ritorna a 60 superando, alla stessa data, sia Berlusconi sia Renzi, anche grazie a un consenso più ampio di cui beneficiano le forze della maggioranza (60% dei voti validi). Tra settembre e oggi la perdita è di cinque punti. Non pochissimo, ma comunque meno degli altri. Il premier segue un percorso simile a quello del governo, rimanendo però sempre qualche punto sopra il dato del governo stesso. È come se gli italiani gli riconoscessero un ruolo di tenuta, di coagulo, sin dall’inizio. È il garante del contratto di governo ed è un ruolo che si è enfatizzato nella recente trattativa con l’Ue sulla manovra. A ciò si aggiunge lo standing istituzionale, a cui gli italiani si mostrano sempre attenti (soprattutto nei consessi internazionali), pur non disdegnando lo stile non convenzionale e talora aggressivo di altri della maggioranza".

Infine, analizzando la fiducia nei confronti dei vicepremier, Ipsos registra una crescita di consensi per Matteo Salvini: "I vicepremier hanno valutazioni che si vanno divaricando a favore di Salvini. Partiti appaiati all’insediamento del governo, i due vedono progressivamente allontanarsi i loro risultati. Di Maio scende dal 58 di luglio all’attuale 43, perdendo ben 15 punti. Salvini al contrario è riuscito a mantenere continuativamente il proprio consenso attorno al 60 fino a novembre, diminuendo di 4 punti a dicembre (56)".