Anche il sondaggio settimanale realizzato da Index research dimostra che continua l'onda lunga delle primarie del Pd, che sembrano aver avuto un effetto determinante sull'elettorato: il partito dei dem è cresciuto  nell'ultima settimana. Mentre continua la discesa del Movimento 5 stelle. Secondo il sondaggio mandato in onda da Piazza Pulita di Formigli su La7 tutte le altre forze politiche si mantengono abbastanza stabili. La Lega di Salvini rimane primo partito: guadagna un +0,1 per attestarsi al 34,6%. Il Carroccio ha ormai abbondantemente superato il 17,4 delle politiche dello scorso 4 marzo.

I grillini, ha sottolineato l'Istituto di Natascia Turato, otterrebbero, se si votasse oggi, una percentuale del 21,7% (con l'ennesimo calo dello 0,4%). Una percentuale che non fa di certo sorridere Luigi Di Maio che, dopo la sconfitta in Sardegna, ora teme una nuova batosta alle prossime elezioni regionali in Basilicata, previste per il prossimo 24 marzo. Sale, come dicevamo sopra, il Pd: con un +0,9 arriva al 18,9%, la scorsa settimana era al 18%, e va sopra il 18,7 del 4 marzo. Al 7 marzo Forza Italia è data al 9%, era il 9,1 il 28 febbraio. Bisogna capire adesso se ci saranno variazioni dopo la notizia, arrivata ieri, dell'indagine a carico di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Roma per corruzione in atti giudiziari. Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni si mantiene al 4,5% (era lo stesso il 28 febbraio). +Europa è al 2,8, era il 3% la scorsa settimana.

A Sinistra si registra l'1,8 di Potere al popolo ed il 3,3% di Mdp, Sinistra italiana ed altri. Per quanto riguarda la fiducia degli elettori verso il governo salirebbe ancora il ministro Matteo Salvini. Il vicepremier leghista otterrebbe il 50% dei consensi, un +1 rispetto a febbraio. Stabile il premier Giuseppe Conte al 38%, mentre perde consenso Luigi Di Maio, che passa dal 31 al 30%.

L'istituto ha poi domandato agli intervistati se fossero a favore della legge sull'autonomia regionale differenziata. Sul totale campione il 24,2% si è detto favorevole, il 54% contrario; non si pronuncia il 21,8%.