Sissy Trovato Mazza
in foto: Sissy Trovato Mazza

Il colpo che ha ucciso Sissy non fu esploso a bruciapelo, dunque non ‘a contatto' come si è detto negli ultimi due anni. Se confermato, ciò significa che l'arma fu puntata a una certa distanza dalla testa dell'agente e non a diretto contatto con la parete cranica, dove poi si andò a conficcare il proiettile. È quanto emerge dall'esito della perizia sulla pistola che uccise Sissy, consegnata in queste ore alle autorità dai periti de tribunale, insieme a quella sul computer della 29enne, il portatile marca Asus dove la ragazza, ai tempi matricola all'università, conservava tutti i suoi documenti.

Poche le novità rispetto a quanto annunciato lo scorso gennaio a Fanpage da Angelo La Marca, consulente incaricato dalla famiglia. Già in fase iniziale La Marca avvertì delle scarse probabilità di trovare sulla pistola un DNA diverso da quello da Sissy, essendo state le tracce presenti, gravemente danneggiate dall'azione del cianoarcrilato, il reagente che all'epoca fu utilizzato sulla Beretta per rilevare eventuali impronte, che invece erano state cancellate. Gli esiti sono stati così spiegati in un comunicato confezionato dal collegio difensivo di parte civile per rispondere alle continue e ‘pressanti' richieste da parte della stampa, ‘soprattutto quella veneta', riguardo al caso:

In relazione alle consulenze espletate su incarico della procura di Venezia in accoglimento dell’opposizione alla richiesta di archiviazione, si evidenzia che l’accertamento di natura biologica e del DNA sull’arma in dotazione a Sissy Trovato Mazza ha rilevato la presenza di due tracce ematiche riconducibili alla vittima nella parte latero-posteriore destra dell’arma. Stante il loro posizionamento e la loro unicità, si ritiene che possano derivare anche da imbrattamento nelle fasi successive all’evento. Nessuna ulteriore traccia biologica ne' di Sissy ne' di altre persone è stata rinvenuta sull’arma che è stata sottoposta a prelievi in tutte le sue componenti, impugnatura e grilletto compresi. L’assenza di tracce ematiche sulla canna e sul vivo di volata che nel caso di un colpo da contatto e/o ravvicinato rappresenta la parte della pistola dove maggiormente ci si aspetta di ritrovare tracce ematiche e/o residui di materiale organico pone in dubbio l’ipotesi che il colpo sia stato sparato a contatto. Così come non si può escludere che l’arma sia stata ripulita, tanto meno si può escludere che eventuali tracce biologiche minime derivanti dal maneggiamento dell’arma, qualora fossero state presenti, possano essersi
deteriorate nelle precedenti fasi degli accertamenti dattiloscopici e balistici, anche in ragione del tempo trascorso. Tali risultanze confermano la necessità di ulteriori approfondimenti sulla dinamica complessiva dell’evento, ancora non chiarita. Non è dunque corretto quanto riportato da alcuni organi di informazione nei giorni scorsi circa la totale assenza di tracce biologiche sull’arma, cui il collegio difensivo non ha mai fatto cenno, riservandosi sempre di fornire informazioni solo a seguito di adeguato approfondimento e confronto tra difensore e periti. Per quanto riguarda gli accertamenti sul PC portatile di Sissy gli stessi hanno escluso interventi di formattazione o altre anomalie di rilievo. rimane comunque da esperire l’analisi di tutti i files estratti dall’hard disk, che potrebbero fornire spunti utili alle indagini.Si attendono ancora gli esiti delle ulteriori indagini disposte dal GIP, non ancora noti.

Intanto continuano le indagini difensive condotte dal team della famiglia Trovato Mazza, che anche dopo la morte di Sissy avvenuta lo scorso 12 gennaio, continua insieme al Comitato Civico Sissy la Calabria è con te, la sua battaglia per la verità.