La situazione in Siria è drammatica e Homs è da giorni sotto le bombe delle forze di sicurezza di Assad che stanno uccidendo decine e decine di civili, di militari e di bambini. Interi distretti sono ormai distrutti e mentre gli Usa iniziano a pensare a un intervento militare la Ue ribadisce il suo no.

La situazione si fa sempre più drammatica a Homs e nell’intera Siria, sconvolta dalla repressione delle forze del presidente Bashar al-Assad che stanno continuando a bombardare la città provocando la morte di decine di persone. Nella sola giornata di ieri a Homs è stata fatta esplodere un’autobomba che ha ammazzato tanti tra civili e forze di sicurezza, inclusi diversi bambini. Diciotto neonati hanno perso la vita quando le bombe hanno provocato un black out all’interno dell’ospedale di Al Walid mettendo fuori uso le incubatrici.

La tv di Stato siriana ha attribuito l’attentato a “bande armate di terroristi” ma, secondo le organizzazioni per i diritti umani, la responsabilità cade sulle forze di sicurezza che stanno prendendo d’assalto la città per reprimere la rivolta contro Assad. Negli ultimi giorni si contavano almeno 150 vittime e secondo alcune testimonianze le bombe hanno ormai distrutto diversi distretti, in origine anche molto popolosi. Solo stamane, secondo quanto riferito dagli attivisti dell’Osservatorio Siriano per i Diritti umani, sarebbero morte altre 31 persone. Un bilancio drammatico che si aggiorna continuamente e che rende ormai "vecchio"  quello dello scorso dicembre delle Nazioni Unite che parlava di 4000 vittime.

In Italia c’è preoccupazione per il massacro in Siria

Davanti alla Commissione diritti umani del Senato, il Ministro degli Esteri Giulio Terzi ha detto che da parte italiana c’è “grande preoccupazione e irritazione” per ciò che sta avvenendo in Siria, per il “massacro della popolazione” da parte del regime di Assad. Una preoccupazione che sarà al centro dei colloqui tra il premier Monti volato alla Casa Bianca e il presidente americano Obama. L’ipotesi di un intervento militare potrebbe vedere contrapposti Stati Uniti e Unione Europea: se il Pentagono ha cominciato a passare in rassegna le risorse militari disponibili e pensare ad un eventuale attacco contro Assad, L’Unione Europea esclude questa eventualità dicendo che “la Siria non è la Libia”.