isis siria militanti

Sarebbero più di venti le persone rimaste uccise oggi in un attacco compiuto dall'Isis nel nord-est della Siria, al confine con l'Iraq. A darne notizia fonti di stampa irachene, secondo cui l'attacco è stato sferrato a Rajm Sleibi, contro un posto di blocco di forze curdo-siriane nei pressi del campo profughi di al Hol al confine tra i due Paesi. I media iracheni parlano di ventuno vittime, “tutti civili, tra i rifugiati del campo”. “I violenti scontri a fuoco e le esplosioni che sono avvenuti nei pressi della zona di Rajm al Salibi dove si trovano centinaia di rifugiati in attesa di entrare nella città di al Haska, hanno causato decine di martiri”, così inoltre l’Osservatorio siriano per i diritti umani. La Ong ha parlato di un bilancio di almeno 24 morti e non meno di 30 feriti e ha aggiunto che il bilancio delle vittime è destinato a crescere per la presenza di feriti gravi e di altre persone che mancano all’appello.

Sarebbero invece almeno 352 i civili rimasti uccisi in tre anni in Iraq e Siria a causa dei raid aerei anti-Isis condotti dalla coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Lo ha reso noto il Pentagono in un rapporto citato dalla Cnn online. “Ci rammarichiamo della perdita non intenzionale di civili causata dagli sforzi della coalizione per sconfiggere l'Isis in Iraq e Siria, ed esprimiamo la nostra più profonda partecipazione alle famiglie e agli altri colpiti da questi raid”, è quanto si legge in una nota della “Combined Joint Task Force Operation”. La Cnn ha sottolineato che il bilancio di 352 civili uccisi segna un notevole incremento rispetto alle 229 vittime civili che erano state registrate fino alla fine del febbraio scorso.

Domani intanto inizia il vertice ad Astana per rafforzare la tregua in Siria. “Il 3 e il 4 maggio sono i giorni clou del vertice”, ha affermato a Interfax il ministro degli Esteri del Kazakistan, Mukhtar Tileuberdi dicendo che tutte le delegazioni di alto livello hanno confermato la loro presenza.