I sindacati tornano uniti. Tutti insieme contro il governo. Le maggiori sigle sindacali si sono date appuntamento a Roma in una grande manifestazione unitaria per chiedere al governo una svolta, soprattutto sui temi economici. Il corteo è partito da piazza della Repubblica ed è arrivato a San Giovanni dove sono intervenuti i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil: Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Secondo gli organizzatori in piazza a Roma erano presenti circa 200mila persone. “Futuro al governo”, è lo slogan della manifestazione.

Un esordio per Landini da segretario generale della Cgil: “Ci sono troppi che danno i numeri in questo Paese e a loro dico a questo punto, contateci voi”. I sindacati hanno lanciato un messaggio rivolgendosi al governo: “Se hanno un briciolo di intelligenza ascoltino questa piazza e aprano il confronto. Noi siamo il cambiamento. Io credo che dopo questa giornata se il governo ha un minimo di saggezza dovrebbe aprire un tavolo di trattativa, ma se non dovesse succedere sappia che noi non ci fermeremo e andremo avanti finché non porteremo a casa quello che abbiamo chiesto”. Il problema, secondo Landini, è la manovra approvata anche dal Parlamento, definita “miope e recessiva”. E tra le misure contestate c’è anche il reddito di cittadinanza: “Dicono che assumeranno 6mila navigator con un contratto a termine per collocare altri precari. È un capolavoro di intelligenza”.

Quella che è scesa in piazza, secondo Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl è “l’Italia reale, lavoratori in carne ed ossa, persone che hanno fatto crescere e mandano avanti concretamente questo paese passo dopo passo. Niente a che vedere con gli slogan lanciati con i tweet e le dirette Facebook e ai professionisti della realtà virtuale diciamo: uscite dalla finzione, guardate queste bandiere. Dopo tanti anni di una crisi tremenda avevamo iniziato a rialzare la testa e ad avere una speranza nel futuro. Oggi invece si parla di recessione tecnica, cala la produzione industriale. Solo lo spread e sale abbattendo salari e pensioni, alzando i mutui italiani”. Anche Carmelo Barbagallo, della Uil, si rivolge direttamene al governo chiedendo di sedersi al tavolo e aprire una trattativa: “Il governo non può essere autoreferenziale perché l'economia sta andando male e un governo del cambiamento non può cambiare il paese in peggio. Si confronti con i sindacati, noi siamo pronti a fare la nostra parte”.