I sindacati protestano contro la nomina del professor Gian Carlo Blangiardo, ordinario di demografia all'università Bicocca di Milano, a presidente dell'Istat. Poche settimane fa, il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, ha indicato Blangiardo come successore di Giorgio Alleva alla guida dell'Istituto di Statistica.

La Rsu interna dell'Istat, però, si è schierata contro la nomina in quanto "è a rischio l'indipendenza e l'imparzialità della statistica ufficiale" criticando inoltre la "mancata trasparenza della designazione, improntata a meri criteri di lottizzazione". Blangiardo è considerato troppo vicino alla Lega di Matteo Salvini: "Partecipa a iniziative della Lega, anche a procedura di nomina già avviata", sostengono i rappresentanti sindacali.

"Il profilo di Blangiardo è incompatibile con la carica di presidente", ha scritto Francesco Sinopoli, segretario generale Flc Cgil, in una lettera inviata alle commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato che entro il 3 dicembre dovrebbero approvare la nomina del professore. Blangiardo, come detto, è considerato vicino a Comunione e Liberazione e alla Lega su molti temi ed le sue idee politiche potrebbero mettere a rischio l'imparzialità dell'ente.

In passato, il professore di demografia è finito al centro delle polemiche per aver proposto di calcolare l'aspettativa di vita a partire dal concepimento, equiparando le interruzioni di gravidanza alla mortalità infantile. Nel 2008, invece, aveva contestato la legge 194, sostenendo che non fu stata la normativa a ridurre di 100 mila unità gli aborti rispetto al passato, ma anzi il merito del calo sarebbe da attribuire alla contraccezione e al volontariato pro-life. Nel corso degli anni, Blangiardo ha inoltre polemizzato con il presidente dell'Inps Tito Boeri e dichiarato che non è vero che i lavoratori immigrati mantengono in equilibrio i conti previdenziali, come invece sostenuto da Boeri.