Sono passati esattamente sei mesi da quando Silvia Romano è scomparsa. La cooperante 23enne di Milano ha fatto perdere le sue tracce il 20 novembre 2018 mentre si trovava nel villaggio di Chakama, a 80 chilometri da Malindi, in Kenya, dove portava avanti un programma di aiuti per la onlus marchigiana Africa Milele. Nonostante l'impegno delle massime istituzioni italiane, ancora non si sa dove si trovi Silvia al momento e soprattutto con chi. Nell'arco di questi 182 giorni, infatti, sono state avanzate numerose ipotesi, ma nessuna di questa sembra trovare conferma. A complicare ulteriormente la situazione è il silenzio della polizia e del governo di Nairobi, che da troppo tempo non danno informazioni utili ai colleghi italiani. L'ultimo contatto c'è stato lo scorso 4 aprile, quando è arrivato l'atteso annuncio degli investigatori locali, secondo i quali Silvia sarebbe ancora viva. Ma da allora sono trascorsi più di 30 giorni. E mentre il tempo continua a scorrere e gli uomini della Farnesina e dell'Aise, il servizio segreto per la sicurezza all'estero, continuano a seguire a stretto giro il caso, arrivano messaggi di sostegno da parte di cittadini e non solo alla famiglia della giovane cooperante.

I messaggi sui social network

Tra questi, c'è il sindaco di Milano Beppe Sala, che in un messaggio su Facebook ha ribadito la fiducia nel governo italiano affinché Silvia torni presto a casa. "Ciò nondimeno è una grande frustrazione poter solo attendere novità da chi si sta adoperando per riportarla a casa. Sono in contatto con la famiglia e con loro attendo, speranzoso, buone notizie. Forza Silvia, siamo con te", ha scritto il primo cittadino. Sul caso è intervenuto anche Giuseppe Civati, che su Twitter ha ricordato: "Sei mesi fa il rapimento di Silvia Romano. Un pensiero a lei e alla sua famiglia, perché torni libera, a casa e dove vorrà". Proprio sul social network dei cinguettii sono molti gli utenti che stanno lasciando un pensiero per la 23enne scomparsa utilizzando l'hashtag #SilviaLibera.

Cosa sappiamo sulla scomparsa di Silvia Romano

Al momento, ci sono più dubbi che certezze rispetto all'intricato caso della scomparsa di Silvia Romano. All'inizio si è ipotizzato un sequestro messo in atto da una banda di criminali comuni che, però, con il tempo pare essersi sfaldata, dopo l'arresto di uno dei componenti. Poi si è pensato che la giovane potesse essere finita nelle mani di un gruppo di estremisti islamici, affiliato ad Al Shabaab, che da anni semina il terrore nell'area, e che avrebbe anche potuta condurla fuori dal Kenya, magari in Somalia. Ma non ci sono elementi a sostegno di nessuna pista. Di certo, la 23enne cooperante milanese è stata vista l'ultima volta il 20 novembre 2018 in un villaggio a 80 chilometri da Malindi. Nell'attacco, effettuato a colpi di kalashnikov, sono rimaste ferite 5 persone. Non solo le forze dell'ordine locali hanno cominciato a cercare Silvia. Anche la procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona per finalità di terrorismo. Dopo diversi mesi ha ottenuto l'invio alle autorità kenyote di una rogatoria internazionale per conoscere gli sviluppo dell'attività istruttoria, inviando propri investigatori in Kenya. A marzo anche il premier Giuseppe Conte aveva detto che "sul rapimento di Silvia Romano non siamo ancora riusciti a venirne a capo". Da sei mesi a periodi di euforia, per le notizie incoraggianti in arrivo da Nairobi, si alternano momenti di panico e disperazione per le sorti di Silvia, che è ancora in balia dei suoi rapitori. La verità sembra essere ancora lontana.