Cambio di casacca in Sicilia, poco prima delle elezioni del 5 novembre. Sulle ultime battute di questa campagna elettorale i colpi di scena non mancano: il candidato Alessandro Porto, con disinvoltura, passa dal centrosinistra a Forza Italia in un battito di ciglia. "Una scelta sofferta ma necessaria"– così si giustifica Porto – Dopo 5 anni di lavoro e un progetto intenso che ha visto la presenza di liste civiche sul territorio per portare avanti una nuova concezione di politica alla Regione Siciliana, ho scelto di non mandare a monte tutto il lavoro compiuto fino ad oggi e che ha contribuito all’elezione di tanti rappresentanti sul territorio". 

Porto è nella maggioranza consiliare di Enzo Bianco, sindaco di Catania, e ora è candidato all'Ars, ma nelle liste di Forza Italia. Il fatto curioso è che fino a pochi giorni fa a Catania campeggiavano in bella vista i cartelloni con la sua foto a sostegno di Fabrizio Micari, il candidato del centrosinistra appunto, rettore dell'Università di Palermo appoggiato da Pd e Ap. Da ieri è invece passato con gli azzurri. La foto dei cartelloni però è rimasta identica: cambiano solo nome e simbolo del partito. Adesso sostiene la candidatura di Nello Musumeci, candidato del centrodestra: "Ritengo che questo sia il modo migliore per rappresentare le istanze dei cittadini che, da quando sono in politica, si sono affidati a me", ha spiegato.

A costringerlo a questo voltafaccia è quello che Porto definisce come la "crisi profonda" del progetto Micari, sostenuto dal sindaco di Palermo Orlando. Secondo Porto la lista Arcipelago-Sicilia di Micari, che avrebbe dovuto raccogliere le istanze del civismo isolano, non ha riscosso successo, e quindi il Pd e Micari non avrebbero i numeri giusti per vincere: "Io sono un moderato: mi sono candidato in lista civica con Bianco come uomo dell’UDC perché l’UDC scelse di appoggiare Bianco. Oggi, alla luce di tutto questo, trovo difficile trovare una soluzione dentro questo schema politico".