Ancora uno scandalo all'Assemblea regionale siciliana. Questa volta si tratterebbe di truffa e appropriazione indebita: secondo la Procura di Palermo, come riportano alcuni quotidiani, sarebbe indagato il deputato regionale Riccardo Savona, 65 anni, eletto nella lista di Forza Italia a Palermo con 6.554 preferenze alle recenti elezioni regionali. La presunta truffa sarebbe di circa mezzo milione di euro.

Il parlamentare sarebbe indagato insieme con la moglie, Cristina Maria Bertazzo, per una una serie di compravendite immobiliari che gli investigatori considerano fittizie, "fatte all'unico scopo di farsi consegnare somme di denaro in contanti". I coniugi Savona avrebbero simulato la vendita delle case, con l'obiettivo di truffare i potenziali acquirenti. In campagna elettorale Savona, deputato uscente riconfermato, in carica dal 2001, era stato indicato dai Cinquestelle tra gli "impresentabili". Di fronte alle smentite del politico su presunte indagini sul suo conto, Giancarlo Cancelleri, candidato a governatore del M5s, gli aveva fatto le sue scuse.

L'inchiesta nel frattempo è andata avanti: prima il pm Francesca Dessì, e poi mani il sostituto procuratore Vincenzo Amico, avrebbero fornito alcune conferme rispetto alle denunce presentate dagli investitori che, secondo quanto scrive il Giornale di Sicilia, sarebbero più di una ventina.

"E' tutta una montatura fatta da un avvocato e altri soggetti e dimostrerò, anche perché non conosco queste persone. Sono assolutamente sereno, mi dà fastidio solo essere stato tirato in ballo in questo momento politico particolare" – dice Savona per difendersi – "In questa storia la vittima sono io. Anche mia moglie è estranea. So che c'è stata una indagine della guardia di finanza ma non mi pare che sia emerso nulla di anomalo. Io ho chiesto ai magistrati di essere ascoltato il prima possibile".

Anche l'avvocato Giuseppe Di Stefano ha negato il coinvolgimento del suo assistito: "L'onorevole Riccardo Savona non ha ricevuto alcun avviso di garanzia, ed è completamente estraneo ai fatti ricostruiti dalla stampa. Siamo comunque a disposizione dell'autorità giudiziaria e siamo pronti anche a presentarci spontaneamente per chiarire".

Il deputato di Forza Italia sarebbe il terzo indagato all'interno della nuova Ars. Prima di lui Cateno De Luca, accusato di evasione fiscale, ritornato libero ieri per decisione del gip di Messina, e poi l'esponente di Sicilia Futura Edy Tamajo, indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.