Si è precipitata, terrorizzata, al Derby Royal Hospital perché il suo bambino non respirava più. I funzionari però si sono limitati a dirle che “doveva aspettare il suo turno, come tutti gli altri”. Daveanah Cowie ha criticato "l’atteggiamento irresponsabile" dell’ospedale, dopo che un addetto alla reception non si sarebbe preoccupato minimamente di controllare le condizioni “gravi” del suo Tommy-Lee, di sole 7 settimane. A quel punto, la donna ha deciso di trovarsi da sola un medico che ha rianimato il neonato, collegandolo ad un macchinario di supporto vitale.

La 21enne, originaria di Alvaston, Regno Unito, ha detto che il suo bambino "potrebbe essere morto" se lei non avesse agito rapidamente. Tommy-Lee è ricoverato dal 27 novembre, insieme al fratello gemello Arlow-Jack. Entrambi sono stati colpiti da bronchite. Daveanah, madre di 5 figli, dice di essere "indignata" dalla "mancanza di preparazione" per emergenze simili, e pretende che il personale ospedaliero riceva un addestramento migliore.

“Era in preda al panico, mio figlio non respirava e loro, invece di cercare immediatamente un dottore, hanno voluto che firmassi un modulo e mi hanno detto di sedermi e aspettare il mio turno” dice Daveanah. “Non potevo crederci. L’ho ignorato e mi sono precipitato attraverso le corsie, così ho trovato una dottoressa che gli ha salvato la vita” spiega ancora. Ora Tommy-Lee è ricoverato al Queen's Medical Center di Nottingham. “Nessuno mi ha chiesto scusa. Mio figlio avrebbe potuto morire, se non avessi agito subito”. Tommy-Lee e Arlow-Jack si stanno lentamente riprendendo il tutto, ha aggiunto la genitrice. Una portavoce del Derby Teaching Hospitals ha fatto sapere di aver avviato un’indagine interna sul presunto incidente.