Approfittando delle leggi favorevoli ma soprattutto degli scarsi controlli, si era finta medico psichiatra arrivando a lavorare anche in ospedale nell'ambito del servizio sanitario nazionale fino a quando si è scoperto, ma ben 22 anni dopo, che in realtà non aveva nemmeno la laura. È accaduto in Gran Bretagna dove la donna, la neozelandese Zholia Alemi, è stata licenziata, condannata e incarcerata per frode. La donna avrebbe continuato ad esercitare la professione di medico se i parenti di un suo paziente non l'avessero citata in giudizio per una questione di eredità. La signora infatti, non contenta di esercitare abusivamente,  aveva falsificato anche la volontà di un paziente affetto da demenza nel tentativo di ereditare la proprietà di 1,3 milioni di sterline. banalizzando il suo curriculum si è scoperto che in realtà si era fermata solo al primo anno di università.

Come ricostruito dagli inquirenti inglesi, Alemi aveva aderito al registro medico nel Regno Unito nell'ambito di una legge  che permetteva ai laureati delle scuole di medicina di alcuni paesi del Commonwealth, inclusa la Nuova Zelanda, di ottenere la registrazione sulla base della loro qualifica senza dover sostenere esami sulle loro conoscenze e competenze mediche. All'epoca però i controlli erano scarsi e nessuno si era preoccupato di verificare i dati forniti dalla donna. Dopo la scoperta del caso ora il servizio sanitario nazionale inglese ha deciso di verificare una per una le posizioni e i documenti degli oltre 3mila medici che hanno beneficiato della stessa legge negli anni '90.