Ci sentiamo presi in giro" così Andrea Magherini, fratello di Riccardo, sulle motivazioni della sentenza con cui la Cassazione assolve i tre carabinieri che cagionarono la morte dell'ex promessa del calcio durante un fermo. "La sentenza vuole giustificare l'intervento dei carabinieri non avrebbero avuto gli strumenti per rendersi conto che Riccardo stava per morire e questo nonostante Riccardo gridasse sto morendo, fino all’ultimo momento". Riccardo Magherini è stato tenuto con il torace schiacciato a terra e i polsi ammanettati fino a che il suo cuore non ha smesso di battere, sotto gli occhi di passanti e residenti, la notte di quel 3 marzo 2014, a Firenze.

In un video le grida di aiuto di Riccardo

"I testimoni che dicono di chiamare l’ambulanza (immortalati in un video, ndr) si sono accorti del pericolo che correva: se se ne sono accorte le persone normali, i cittadini, perché non se ne dovevano accorgere i carabinieri?" dice Andrea. "Siamo arrabbiati e delusi, ma non ci fermeremo, perché non può passare il messaggio che chi sbaglia non paga, soltanto perché indossa una divisa". "Ho il massimo rispetto per i carabinieri, nostro nonno era un ufficiale dell'Arma, ma non è questo il punto: Riccardo aveva bisogno di aiuto e lo hanno pestato".

Il ricorso alla Corte di Strasburgo

"Il nostro prossimo passo è ricorrere alla Corte Europea dei diritti umani. Spesso Strasburgo sanziona l'Italia per il mancato rispetto di questi diritti, è successo in molti casi, spero che venga in nostro soccorso anche adesso. Certo, è triste che si debba bussare alla porta dell'Europa, è triste che il nostro Paese non sappia riconoscere un'ingiustizia".