Con la storica sentenza Eternit e i 18 anni inflitti al miliardario elvetico Stephan Schmydheiny per disastro doloso, la Corte d'Appello del Tribunale di Torino ha stabilito anche i vari risarcimenti per danni alle parti civili costituite nel maxi processo. La somma più rilevante stabilita dal collegio giudicante presieduto da Alessandro Oggé è per il Comune di Casale Monferrato in provincia di Alessandria, uno dei più colpiti dal terribile  disastro ambientale della multinazionale dell'amianto e dove vivevano circa la metà delle vittime. Come ha stabilito la sentenza eternit, all'amministrazione cittadina andranno 30,9 milioni di euro, una cifra lievitata rispetto ai 25 milioni stabiliti nella sentenza di primo grado e corrispondenti alle richieste dei legali del Comune. Ad ogni familiare delle vittime invece è stato riconosciuto un risarcimento di 30mila euro.

Un risarcimento sostanzioso andrà anche alla regione Piemonte a cui sono stati attribuiti 20 milioni di euro. La sentenza eternit ha poi stabilito 100mila euro per ogni sindacato ammesso come parte civile e 70mila euro ciascuno invece alle due associazioni ambientaliste, Wwf e Legambiente. Unica eccezione in fatto di risarcimenti nella sentenza eternit è quello dell'Inail. All'istituto per gli infortuni sul lavoro la Corte non ha riconosciuto il diritto al risarcimento anche se l'ente aveva già promosso nei confronti della multinazionale azioni di recupero molto dispendiose.