Lo scontro nel governo sui migranti e sulla gestione del caso Sea Watch e Sea Eye, con la ridistribuzione delle persone a bordo delle due imbarcazioni dopo lo sbarco a Malta, continua. E prosegue la polemica tra il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, spalleggiato dalla componente dei Cinque Stelle e da Luigi Di Maio. Stasera, dopo le 23, ci sarà un incontro tra i tre. Ma intanto Salvini, pur assicurando che il governo non cadrà, esprime nuovamente la sua posizione su Twitter: “Grazie ancora per le decine di migliaia di messaggi di sostegno con il #SalviniNonMollare, credo che oggi la vostra e la nostra voce si sia sentita forte e chiara! Io non cambio idea!”. Oggi da Varsavia il ministro dell’Interno aveva rassicurato da una parte i suoi alleati – “non cade il governo”, ha affermato – ma aveva anche lanciato un chiaro messaggio: “Sono arrabbiato, molto”.

Per Salvini serve un chiarimento interno al governo. E il vicepresidente del Consiglio allarga il campo, parlando anche di altri temi su cui si rischia lo scontro con il M5s: “Sentirò Di Maio, noi il reddito di cittadinanza senza la parte sulle pensioni d’invalidità non lo votiamo. Spero che manchi qualche tabella…”. Salvini ha spiegato di non capire la scelta di Conte sull’accoglienza dei migranti sbarcati a Malta: “Non ha senso – ha affermato –. L’estate scorsa i Paesi europei si erano impegnati a prendere 650 migranti sbarcati in Italia, ma solo 150 sono stati effettivamente redistribuiti. Prima ricollochiamo i 500 che restano poi ci occupiamo di 8, così farei io se fossi primo ministro. Ma non lo sono, quindi il presidente Conte si prenderà le responsabilità della sua scelta”.

La tensione tra Salvini e Conte non è ancora diminuita, tanto che in serata fonti del Viminale hanno fatto sapere che l’incontro con il presidente del Consiglio sarebbe potuto slittare. Il motivo è che il ministro dell’Interno resta contrario all’arrivo di alcuni dei migranti sbarcati a Malta e chiede che gli stati europei mantengano la parola accogliendo i migranti sbarcati in Italia in passato. Intanto dallo staff di Conte viene confermata la linea tenuta dal presidente del Consiglio: rimane favorevole all’accoglienza di 15 migranti. Ma da entrambe le parti si assicura che la tenuta del governo non è a rischio.