Con l'approdo in Parlamento della nuova riforma scolastica voluta dal governo, migliaia di professori meridionali hanno già fatto la valigia in attesa di partire verso il nord. Come rivela Salvo Intravaia su Repubblica, infatti, sembra che dai primi conteggi il grosso dei posti disponibili tra le centomila assunzioni previste si trovino proprio nelle regioni settentrionali del Paese, mentre è ormai tradizionale l'affollamento delle graduatorie provinciali dei precari della scuola al Sud. Ecco quindi che per ottenere una cattedra dal prossimo anno scolastico in migliaia sono pronti ad un nuovo esodo verso il nord. Il problema in effetti è che il piano dell'Esecutivo prevede assunzioni in base ai posti lasciati liberi dai pensionamenti e alla stabilizzazione degli insegnanti di sostegno, e proprio al nord si sono registrati più pensionamenti e la riforma prevede di assumere più insegnanti di sostegno.

Per questo i tecnici del ministero dell'istruzione in questi giorni sono al lavoro per studiare delle misure compensative e porre rimedio a questo squilibrio soprattutto attraverso le cattedre dell'Organico dell'autonomia. Solo attraverso questo strumento infatti si può pensare di assegnare più posti al sud e compensare le altre voci. In particolare si pensa di puntare ad un maggiore organico per il contrasto della dispersione scolastica, più alta al sud. Ad ogni modo anche con uno spostamento di qualche migliaia di cattedre potrebbero essere ancora decine di migliaia gli insegnanti del sud che dovranno trasferirsi al nord se non vogliono perdere l'ultima occasione disponibile. Dall'anno prossimo infatti verrà tutto azzerato con il nuovo concorso.