L'ex presidente della Camera, Laura Boldrini, chiede lo stop del campionato di Serie A. Commentando i tragici eventi che hanno portato alla morte l'ultrà trentanovenne dell'Inter Daniele Belardinelli e i cori razzisti intonati dai tifosi della Curva Nord interista durante la partita giocata contro il Napoli a San Siro il 26 dicembre, l'onorevole Boldrini ha stigmatizzato i comportamenti violenti di particolari frange di tifosi molto attive negli stadi italiani.

"Basta violenza e odio negli stadi. Gli interessi commerciali non possono avere la meglio su tutto, e in particolare sulla sicurezza dei cittadini e sul loro diritto ad assistere a un evento sportivo sicuro e pacifico. Per troppo tempo si è preferito girarsi dall’altra mentre continuavano a ripetersi episodi violenti", ha dichiarato l'ex presidente della Camera e attuale deputata di Liberi e Uguali.

"Non bastano più le espressioni di cordoglio per la morte, l’ennesima, di un tifoso fuori dallo stadio. Non basta più l’indignazione momentanea per i cori razzisti. Il campionato deve fermarsi. Fino a quando le società e le forze dell’ordine non avranno individuato, allontanato e sanzionato i gruppi razzisti e violenti. In uno stato di diritto non ci si può arrendere alla violenza", ha concluso l'onorevole di Leu.

Al momento sembra che la Figc non abbia però alcuna intenzione di fermare il campionato di Serie A. Intervistato da Sky Sport, il presidente Gabriele Gravina ha dichiarato: "La prossima giornata si giocherà, decisione presa in accordo con tutte le cariche della Federazione. Non ci fermiamo contro chi vuole contaminare il nostro mondo. La linea da mantenere è quella del pugno duro, risponderemo con le sanzioni ma serve aiuto anche dai club. E bisogna mantenere toni moderati nelle dichiarazioni. Norme su sospensione della gara? Sono da ridiscutere con il Ministero".

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini, invece, sembra non prendere in considerazione lo stop al campionato e ha dichiarato di essere contrario alla chiusura degli stadi: "Chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna i tifosi veri, milioni di persone che hanno diritto a seguire la propria squadra e che non vanno confuse con pochi delinquenti che girano con il coltello in tasca. E' una risposta sbagliata. Certe partite di calcio non si giocheranno più in notturna, quelle più a rischio si devono giocare alla luce del sole e con elicotteri che possano controllare i delinquenti".