È possibile che Domenico sia stato una delle tante vittime di Igor il Russo? Il caso di Dome Dama all'anagrafe, Domenico D'Amato, stella nascente dell'hip hop bolognese di cui si sono perse le tracce il 31 marzo 2017, è al centro della prima puntata della seconda edizione di ‘Scomparsi', in onda da martedì 26 febbraio alle 22 sul canale 119 di Sky Crime + Investigation. Stavolta Pietro Orlandi è andato a Molinella, Bologna, dove ha incontrato mamma Rita e i fratelli del 28enne scomparso tre anni fa, proprio nei giorni in cui infuriava in quelle zone la caccia al killer di Budrio.

La storia di Dome Dama

Cresciuto tra case famiglia e genitori affidatari, Domenico ha imparato a esternare le sue emozioni attraverso il linguaggio dell'hip hop diventando ben presto uno dei giovanissimi nomi dell'underground bolognese, con lo pseudonimo di ‘Dome Dama'. Nonostante sia cresciuto lontano dalla famiglia d'origine, i fratelli e la mamma sono i punti fermi della sua vita. Proprio a suo fratello Tommaso, a cui è molto legato, Dome si rivolge poche ore prima di sparire, per parlargli di qualcosa. "Devo chiederti un consiglio", gli dice mentre va a trovarlo sul lavoro, ma Tommaso è indaffarato ed è costretto a chiedergli di rimandare quella chiacchierata. Non saprà mai cosa voleva dirgli "Aveva occhi strani, di bisogno" dice a distanza di tre anni, Tommaso a Pietro, ricordando con gli occhi velati quel momento.

La scomparsa

Sarà proprio lui a denunciarne la scomparsa di lì a poco, ma il momento storico è dei peggiori. Sono i giorni della caccia a Nobert Feher, serbo 41enne, noto con l'alias di Igor il Russo, il killer più ricercato tra Bologna e Ferrara. Il caso di Domenico, dunque, viene archiviato una manciata di giorni dopo la denuncia senza che niente sia stato scoperto. "In quei giorni a Molinella era aperta la caccia a Igor e nessuno si occupava di niente altro" – dice l'avvocato Barbara Iannuccelli, legale della famiglia D'Amato". "È possibile che Domenico non sia stato cercato perché passato in secondo piano rispetto all'emergenza di Igor – prosegue l'avvocato – ma è purtroppo possibile anche che Domenico sia stato egli stesso vittima del killer. I tempi coincidono: noi abbiamo una denuncia di scomparsa, quella fatta dal fratello Tommaso, il 31 marzo e il 1 aprile c'è la prima vittima di Igor, Davide Fabbri, ucciso a Molinella".

L'ipotesi

E se Domenico fosse stato ucciso dal feroce serbo? Questo sospetto, insieme ad altri elementi portati all'attenzione del pm dall'avvocato, portano alla riapertura del fascicolo il 5 luglio del 2018. Nel registro degli indagati finisce , con l'ipotesi di reato di lesioni, il coinquilino di Domenico, con il quale in un'occasione il ragazzo ebbe un litigio violento, tanto da farsi medicare in ospedale. Tra i due non correva buon sangue, tuttavia a carico del giovane non sono emersi elementi che possano condurre ad una conclusione del caso. Il fascicolo resta aperto per istigazione al suicidio – dice l'avvocato – per permettere alla Procura di svolgere alcuni accertamenti tecnici. Mentre la Procura indaga, per sopravvivere all'immenso dolore dell'assenza, Tommaso preferisce pensare a suo fratello lontano, ma vivo, altrove, magari a godersi il sole con la sua musica: "Me lo immagino sotto una palma" dice a Pietro, "preferisco pensare a lui così".