Stamane i sommozzatori hanno iniziato le ricerche del corpo di Maria Aparecida Soares, ormai nota alle cronache con il nome di Brenda e scomparsa lo scorso 18 luglio dalla casa del compagno nel Veronese. Ci sono voluti sette mesi ma ora la Procura, che ha aperto un fascicolo per omicidio, ha finalmente disposto le ricerche su tutto il territorio tra Valeggio e Peschiera del Garda. I sommozzatori, coordinati dalla Prefettura, sono al lavoro dalle prime ore del mattino nel fiume Mincio, dove è stata utilizzata anche una microcamera subacquea in grado di fare riprese sotto'acqua. Purtroppo la scomparsa di Brenda, madre di una ragazza di diciotto anni, è tristemente simile a quella della povera Roberta Ragusa. Anche per lei, scomparsa in piena notte dal calore della sua casa, furono disposte instancabili ricerche del corpo che in quel caso, però, non portarono a nulla.

Lei sparisce, lui si sposa

La scomparsa di Brenda, anche detta ‘Cida', è stata denunciata lo scorso luglio da Andrea Felicetti, allora compagno della brasiliana e oggi marito di Veronica, una donna di origini colombiane spuntata in casa Felicetti dopo che di Brenda si erano perse le tracce. "La relazione è nata solo dopo che Brenda se ne era andata" ha sempre detto a Chi l'ha visto?' l'ingegner Felicetti, che non si è mai stancato di dichiarare che per lui, la scomparsa di Brenda, è allontanamento volontario. Angosciata e spaventata la figlia Gabriela, invece, che anche grazie al suo papà, l'ex marito di Brenda, ha ingaggiato un avvocato per accertare la verità su quanto accaduto a sua madre. Accanto a Gabriela ci sono ora anche le tante amiche di Brenda, donna solare e allegra che nei vent'anni trascorsi nel nostro paese si era fatta tante amicizie e conoscenze. "Vogliamo sapere la verità su di lei  – ripetono – era una donna e una madre e merita che si faccia luce su quanto accaduto".

L'inchiesta contro ignoti

La scomparsa di Brenda è avvenuta in un contesto oscuro. Nell'ultimo periodo la donna aveva confidato alle amiche di aver paura del compagno e di quella che riteneva essere la sua rivale in amore, una donna di origini sudamericane che l'avrebbe addirittura minacciata. Al vaglio della Procura di Verona, ora, c'è proprio il telefonino sul quale sarebbero contenuti questi messaggi. Per il momento, tuttavia, l'inchiesta è a carico di ignoti.