Il vicepresidente del Consiglio e capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, torna a parlare del decreto sblocca cantieri e dello scontro con la Lega sull’ipotesi di quello che gli stessi pentastellati hanno definito un condono. “Non ci sarà alcun condono. A me risulta che anche la Lega sia contraria ai condoni”, assicura Di Maio intervistato da Radio Anch’io, su Radio 1. Allo stesso tempo non ci sarà “alcuna liberalizzazione di subappalto”. Il decreto arriverà domani in Consiglio dei ministri “senza condono”, ribadisce Di Maio. Dello sblocca cantieri il ministro del Lavoro parla anche in un’intervista al Corriere della Sera: “La paternità è, per una semplice logica che riguarda le competenze, del ministero delle Infrastrutture e del Mise, ecco perché abbiamo lavorato noi allo sblocca-cantieri. Tutto qua. Non è una rincorsa alla firma o al titolo, è il corso naturale delle cose. Di fronte alle buone proposte, pronti ad accoglierle, ma condoni no. Non se ne parla. Non li faremo passare”.

Di Maio parla delle opere nel decreto, che saranno solo nove. Non sono comunque poche, per il capo politico M5s: “C’è anche tutta la revisione urgente del codice dei contratti pubblici fortemente voluta dagli operatori sia pubblici che privati e questo permetterà di allargare il perimetro degli sblocchi. E poi non si fa mica tutto per decreto, l’incontro con i presidenti di Regione è servito ad individuare insieme altre aree di intervento”. Tra le opere c’è anche il Mose, a cui i Cinque Stelle si erano fermamente opposti: “Certo, ma siamo anche realisti. Abbiamo ereditato un’opera che è il massimo monumento allo spreco. Ma siamo al 94% dell’opera, quindi bisogna ultimarlo e fare in modo che almeno sia funzionale”.

Nessuna lite tra M5s e Lega, spiega ancora Di Maio: “Non è vero, ci confrontiamo sui temi, a volte in modo diretto, è vero, siamo pur sempre due forze politiche diverse. Anche se sulla Via della Seta non le nascondo che non l’ho capita la Lega”. Per il ministro del Lavoro non c’è nessun conflitto neanche sulla flat tax: “È nel contratto e bisogna lavorare per portarla a casa. Con le nostre proposte possiamo farcela e lavoreremo insieme alla Lega per trovare una soluzione”. Ma, “quel che ho detto, e ribadisco, è che non bisogna lasciarsi andare in promesse alla Berlusconi. Abbiamo fatto il reddito di cittadinanza, quota 100 e abbasseremo le tasse, noi come M5s abbiamo un progetto per l’abbassamento delle aliquote e il coefficiente familiare. Bisogna aiutare le famiglie con ogni strumento possibile. Questo conta. Non è un nome di una misura che fa la differenza, sono i contenuti e i fini. L’importante è abbassare le tasse e subito”. Altro tema di divisione è il Congresso delle famiglie che si terrà a Verona: “Ognuno è libero di scegliere il suo insieme di valori. Certo, quelli di Verona sono anni luce dai miei e dal M5s. Non ci andrà nessuno di noi. Sia chiaro, per noi la famiglia è sacra, il punto è l’approccio verso la donna”.

I migranti e la Mare Jonio

Di Maio si esprime anche sul caso del giorno, quello della nave Mare Jonio, ferma a largo di Lampedusa con 50 migranti – soccorsi ieri – a bordo. “Le vite umane vanno sempre salvate, così come le Ong debbono rispettare le regole. Ho appreso la notizia, ma non ho ancora approfondito gli sviluppi del caso”. Il vicepresidente del Consiglio assicura che bisogna “fare in modo che non sia un nuovo caso Diciotti”. Però “questa Ong, da quello che sembra, ancora una volta non ha rispettato le regole. Ovvero ha disobbedito alle direttive della guardia costiera libica e ha deciso di prendere a bordo questi migranti. La novità è che batte bandiera italiana e questo può essere anche un modo per far meglio rispettare le regole”.