"Io non ho ucciso nessuno, è tutta una messa in scena, quella famiglia in realtà dovrebbe pagarmi i danni". Così ai giornalisti, Salvatore Caruso, ex guardia giurata di 68 anni, nel cui giardino, a Settimo Torinese, sono state rinvenute ossa compatibili con quelle umane. "Sono resti di animali", si è difeso Caruso, indagato per l'omicidio della moglie, Samira Sbiaa, scomparsa 17 anni fa. Segue le indagini il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando. L'incarico di esaminare le ossa per accertare se siano umane e se appartengano veramente a Samira, è stato affidato alla dottoressa Omodei.

Intanto nel giardino di via Petrarca, a Settimo Torninese, continuano le operazioni di scavo. Due giorni fa i carabinieri del reparto investigativo, con l'aiuto di cani molecolari e attraverso l'ausilio del georadar, hanno portato alla luce ossa compatibili con quelle di una clavicola umana e una scarpa femminile."Io non ho mai scavato a quella profondità – continua Caruso – ho scavato a 25 centimetri, per piantare il ciliegio, non so niente di tutto questo. Sono qua da 30 anni, lì, prima c'era una discarica, chi veniva buttava roba, ho chiuso io".

Momenti drammatici e carica di ansia sta vivendo, invece, la famiglia di Samira, che dal Marocco segue attentamente le operazioni di ricerca. Proprio i loro sospetti hanno fatto scattare le indagini dopo 17 anni dalla scomparsa della donna, liquidata all'epoca dal marito come allontanamento volontario. Secondo quanto riferito ai giornalisti dai parenti di Samira, quest'ultima, all'epoca 32enne, sarebbe stata vittima di maltrattamenti da parte del marito. L'uomo, ha spiegato la sorella, l'avrebbe tenuta segregata in casa, al freddo, dandole da mangiare cibo scaduto. Caruso, che resta indagato per omicidio e occultamento di cadavere, ha sempre respinto tali accuse: "Dovrebbero pagarmi i danni".