Mentre continua a restare in sospeso la situazione delle due navi delle ONG, Lifeline e Seefuchs, che il nostro governo sembra intenzionato a non far entrare nei porti italiani, Matteo Salvini indica il nuovo obiettivo: il riso cambogiano e, in generale, l'arrivo di prodotti "contraffatti" sul mercato italiano. Spiega il ministro dell'Interno, dicendosi determinato a sostenere la battaglia di Coldiretti: "Dopo le navi delle Ong, potremmo fermare anche quelle che arrivano nei nostri porti cariche di riso cambogiano. Siamo pronti a bloccare quelle navi. Prima ci usavano, non c'era neanche bisogno di parlare con l'Italia: ci davano per scontati. Ora, che la musica sia un po' cambiata lo hanno capito tutti".

Per Salvini, l'Italia deve continuare ad alzare la voce nelle sedi internazionali, cercando di "conquistare un ruolo centrale che negli ultimi anni non ha avuto". Insomma, aggiunge: "Abbiamo finito di fare gli zerbini, devono capirlo tutti". Una linea che sarebbe condivisa anche dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che per il momento non ha rilasciato dichiarazioni neanche sulla possibilità di chiudere i porti alle ONG che hanno recuperato migranti in mare aperto: "L'ho sentito e non mi pare si senta affatto isolato". Anche perché, rivela il leader leghista, il prossimo passo del governo, in particolare del ministro dell'Agricoltura, il leghista Gian Marco Centinaio, sarà quello di opporsi ad alcune misure contenute nel CETA: "Il trattato legittima l'italian sounding, la contraffazione dei prodotti italiani. Apre il mercato ai parmesan e alle mozzarille. E apre il mercato al grano canadese, sulla cui qualità è legittimo qualche dubbio".