La giornata di ieri ha visto un altro successo per Matteo Salvini: il Consiglio dei ministri ha approvato, dopo settimane di frenate e rinvii, il decreto sicurezza bis, fortemente voluto dal Viminale e un punto centrale della campagna elettorale del leader del Carroccio. Che subito però si prefigge un nuovo obiettivo, come racconta in un'intervista a Quotidiano.net: "È ora di avviare questa benedetta riforma della giustizia". Salvini conferma anche di aver già chiesto, per la prossima settimana, un incontro con il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

"Io non voglio punire nessuno", rassicura il ministro dell'Interno rispondendo alle insinuazioni per cui la Lega voglia punire la magistratura per le indagini in corso a carico del partito, "ma mi pare che le cronache delle ultime settimane abbiano dimostrato che nessuno è immune da problemi". Il riferimento è quello al cosiddetto "caos delle procure", nato intorno alla figura di Luca Palamara e che ha coinvolto vari consiglieri del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, ed esponenti politici. "Non entro nel merito dello scandalo. Però quanto abbiamo scoperto in questi giorni dimostra che è davvero arrivato il momento per fare questa riforma, per arrivare a processi più rapidi per esempio". Alla domanda se sarà una riforma contro la "casta dei magistrati", organo con cui il ministero dell'Interno si è trovato a scontrarsi in materia di immigrazione, Salvini risponde: "Non voglio fare una riforma contro qualcuno. Al contrario, la voglio fare con i magistrati e con gli avvocati".

Le nuove norme del decreto sicurezza bis

Il ministro torna quindi sul tema centrale della giornata di ieri, il decreto sicurezza bis, che tocca molti punti riguardanti le politiche di accoglienza e immigrazione, e definisce le nuove norme contro gli scafisti una buona notizia per l'Italia. Nessuna multa per chi salva vite in mare, spiega Salvini affermando che si tratti di una "sciocchezza che è stata fatta credere prima delle elezioni". Il vicepresidente del Consiglio poi continua: "Nessuno punisce chi salva uno che sta affogando. Le sanzioni previste da oggi sono contro i proprietari delle navi che non rispettano le regole di navigazione internazionale. Esempio: una nave salva dei migranti che erano su uno di quei barconi degli scafisti. È vicina, che so, alla Libia, alla Tunisia, a Malta, e le autorità dicono di dirigersi appunto lì, verso le coste più vicine. E invece loro vanno altrove. Magari verso l’Italia, pensa che strano. Ecco, d’ora in poi saranno puniti anche i proprietari, di queste navi. Con multe fino a 50mila euro e, in caso di recidiva, con la confisca della nave".

Pare quindi farsi sempre più concreta la richiesta di Salvini di comandare anche in mare: sarà così? "Ci sarà un coordinamento del ministero dell'Interno che prima non c'era. Poi si lavorerà ovviamente con i ministeri dei Trasporti e della Difesa". Poi il ministro riprende anche altri temi contenuti nel decreto, fra cui un aumento delle pene, fino a quattro anni, per chi compie atti di violenza alle manifestazioni contro le forze dell'ordine, e lo stanziamento di 28 milioni di euro destinati a nuove assunzioni: "Ottocento persone in più lavoreranno nei tribunali per mettere in galera decine di migliaia di condannati in via definitiva che sono a spasso perché non c'è personale per eseguire la condanna". Salvini precisa quindi che sono a Napoli e provincia ci sono dodicimila sentenze di questo tipo.

Crisi di governo, si aspetta la manovra autunnale

L'intervista fa poi il punto della situazione sul governo. A Salvini viene chiesto quale sia il clima con il presidente del Consiglio, dopo l'ultimatum lanciato da Giuseppe Conte ai suoi vice. "Il governo è stato a rischio, non lo nego: c'erano troppi litigi, troppe discussioni, troppe divisioni. Un freno a mano costantemente tirato. Ma se si torna a lavorare come nei primi undici mesi, si va avanti". Tuttavia, avverte il ministro dell'Interno, "sarà decisiva la manovra economica d'autunno: o sarà coraggiosa o salta tutto". L'alleato di governo, Luigi Di Maio, sembra per ora non rappresentare un problema su quel fronte, dal momento che sembra aver accettato a pieno un drastico taglio delle tasse. Conte, però, potrebbe prendere una posizione diversa, specialmente in quanto ha già affermato più volte che non accetterà una manovra che si scosta dalla direttive dell'Unione europea. "In Europa ci sono dieci Paesi che versano a Bruxelles più di quanto ricevono, e l'Italia è fra i primi", replica Salvini: "È assurdo che ci venga inflitta una multa di tre miliardi! È come se io mi iscrivo a un circolo, pago la quota, e non mi fanno entrare perché sono brutto sporco e cattivo e non ho fatto bene i compiti". Non conta l'enorme debito pubblico italiano: "Lo abbiamo accumulato seguendo le indicazioni dell’Unione europea, rispettando le loro direttive. È chiaro che quello che ci chiedono di fare non funziona, no? Ecco perché vedo, nella procedura d’infrazione, un intento punitivo. E io non ci sto, ad accettare che l’Italia sia punita".

In chiusura, Quotidiano.net rivolge al ministro un'ultima domanda sulle elezioni amministrative. Nei ballottaggi di domenica scorsa, la Lega ha trionfato a Ferrara, Forlì e Mirandola e sembrerebbe quindi pronta a governare sull'Emilia, una regione che storicamente ha guardato al centrosinistra. Se il Carroccio conquistasse l'omogeneità in tutto il Settentrione, spingerà di più per l'autonomia? "Spero che in Emilia si voti in novembre. Non lo dico per calcolo, ma perché ci sono organi in scadenza che non è bello restino in carica. Se vincerà la Lega sarò contento perché sarà stato premiato il buon governo sul territorio, ma a livello nazionale non cambierebbe niente". Salvini conclude che le autonomie in ogni caso verranno portate a termine entro l'anno, in un'azione che farà bene, secondo il ministro, anche al Mezzogiorno.