Apre oggi la trentunesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino diretto da Nicola Lagioia, alla presenza di Massimo Bray, dei presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Elisabetta Alberti Casellati. Al Lingotto ci saranno anche i ministri (ancora per poco) Dario Franceschini e Valeria Fedeli. Per cinque giorni, da tutti i continenti, arriveranno scrittori, editori, scienziati, artisti, musicisti, premi Nobel, Pulitzer e Goncourt, premi Oscar.

Fino a lunedì 14 maggio oltre 13 mila metri quadrati venduti, 30mila studenti prenotati, 300 partecipanti all’International Book Forum che quest’anno sarà all’Oval. Mentre un nuovo padiglione in forma di tensostruttura ospiterà gli editori dell’ultima ora. Da Javier Marias a Eduard Limonov, passando per Herta Muller e Jeremy Rifkin, sono tanti gli scrittori di fama e di livello mondiale che si alterneranno sui palchi degli incontri al Lingotto. La Francia sarà l'ospite d'onore di questa trentunesima edizione.

Non mancano le contraddizioni e i problemi. La liquidazione della Fondazione per il Libro ha lasciato finora i dipendenti negli ultimi due mesi senza stipendio. Diversi i fornitori del Salone che attendono di essere pagati. Difficile che si arrivi a proteste clamorose, dicono i sindacati, ma ieri è arrivata una lettera aperta con cinque domande. Una forma ironica per prendere in giro quelle rivolte agli scrittori, ben più ampie, che riguardano la tematizzazione del Salone di quest'anno. Domande che, però, segnano probabilmente l'ultima tregua che i lavoratori della Fondazione hanno intenzione di concedere agli organizzatori e ai soci.