Nessuna collusione tra la campagna elettorale di Donald Trump alle elezioni presidenziali del 2016 e la Russia: a rivelarlo è Robert Mueller, procuratore speciale per il Russiagate. Nella lettera inviata dal Ministro della Giustizia statunitense William Barr si legge infatti: "Il procuratore speciale non ha rinvenuto che la campagna di Trump, o qualcuno associato con questa, abbia cospirato o si sia coordinato con il governo russo nei suoi sforzi, nonostante le varie offerte giunte da individui affiliati con la Russia per assistere la campagna di Trump". Il dossier di Mueller inoltre afferma: "Anche se il rapporto non conclude che il presidente abbia commesso un reato, allo stesso tempo non lo esonera".

Il rapporto di Robert Mueller rappresenta un'indiscutibile vittoria per il presidente americano che da sempre ripete la sua innocenza. Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca, ha affermato che l'amministrazione statunitense è stata informata alle 15 locali (le 21 di ieri in Italia) del contenuto del dossier dal quale il presidente esce "totalmente scagionato". Anzi, twitta ancora Trump dal sul club Mar-a-Lago in Florida, dove ha trascorso il fine settimana, l'indagine rappresenta "un colpo illegale che ha fallito". Donald Trump Junior ha commentato: "Il rapporto di Muller conferma quanto gente sana di mente come noi sapeva da tempo, cioè che c'è stata zero collusione con la Russia".

La pubblicazione del contenuto del dossier da parte del ministro della Giustizia mette fine a un'inchiesta durata quasi due anni e che ha gettato ombre sull'amministrazione e sul presidente Donald Trump. La Camera ha votato nei giorni scorsi una risoluzione con cui chiede che il rapporto sia reso pubblico. Il presidente, che che oggi in Florida riceverà i leader del Paesi dei Caraibi, non ha ancora visionato il rapporto. "La Casa Bianca – ha twittato la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders – non ha ricevuto e non è stata informata sul rapporto dello speciale procuratore".