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19 Settembre 2022
12:26

Pronto soccorso affollati nel Lazio: anziani soli, pazienti senza casa o arrivati da fuori regione

Anziani soli, pazienti senza casa o provenienti da fuori regione. Sono coloro i quali affollano maggiormente i pronto soccorso degli ospedali di Roma e Lazio e che occupano più a lungo i posti letto.
A cura di Alessia Rabbai
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Centinaia di pazienti in attesa pronto soccorso del Lazio. Il Corriere della Sera ha riportato i numeri degli affollamenti negli ospedali di Roma e della regione. Una giornata presa come esempio, che mostra il quadro di alcune problematiche, che quotidianamente si trovano a dover affrontare le strutture ospedaliere. A riempire gli ospedali sono soprattutto pazienti anziani, che hanno bisogno di assistenza, spesso soli, con famigliari lontani, che dovrebbero invece trovarsi in altre strutture oppure avere accesso all'assistenza domiciliare. Oppure pazienti che non hanno una casa, ma anche quelli che provengono da fuori regione e che devono sottoporsi a successivi controlli.

"Pochi posti letto occupati troppo a lungo"

Uno dei motivi delle numerose attese è il numero di posti letti disponibili, ma non solo. Come spiega Paolo Daniele, ex primario del Dipartimento emergenza urgenza a Colleferro, ora in servizio all'ospedale Sandro Pertini di Roma, un altro aspetto riguarda il lento turn over, con degenze troppo lunghe, che non agevolano il ricambio dei pazienti. "Nei reparti di medicina la media regionale è 10.3 su 682mila729 giorni di degenza nel 2019, la degenza media in giorni è stabilita in 9,9: al Gemelli è 8,1, all’Umberto I in media dopo 13,8 giorni, al San Camillo 9,8 al Casilino 8,2, al San Giovanni 11,4, al Sant’Andrea 15.3, al Policlinico di Tor Vergata 14,9".

"Non tutti i pazienti possono tornare a casa"

Un altro aspetto dei posti letto occupati a lungo riguarda il fatto che non tutti i pazienti possono tornare a casa. "Attiviamo tutti i meccanismi possibili per poter dimettere, cercando di prevedere al momento dell’ingresso in reparto quale tipo di soluzione alternativa può essere trovata, tenendo conto del contesto familiare e sociale di ogni persona. Ma la richiesta è alta" spiega Serena Fiore, presidente della federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti". Ad aggiungersi i pazienti senza casa, oppure provenienti da fuori regione, che devono sottoporsi a controlli periodici e che non è possibile dimettere.

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