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4 Agosto 2022
18:34

Piano rifiuti, Cgil contro Gualtieri: “Su raccolta differenziata non mantiene promesse elettorali”

“C’è una revisione rispetto al programma con cui è stato eletto sindaco Gualtieri, in cui era scritto che la raccolta differenziata al 65 per cento sarebbe stata raggiunta entro la consiliatura. Ora viene rimandata al 2030”. Così a Fanpage.it Natale di Cola, segretario Cgil Roma e Lazio.
A cura di Enrico Tata
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"Raccolta differenziata sopra al 50 per cento entro i primi due anni e tra il 65 per cento e il 70 per cento entro la fine della consiliatura", cioè nel 2026. Questo era uno dei punti inseriti da Roberto Gualtieri nel suo programma elettorale. Presentando il nuovo piano sulla gestione dei rifiuti a Roma, oggi il sindaco ha parlato di un "incremento del tasso di raccolta differenziata, dal 45,2% attuale al 65% nel 2030 e al 70% nel 2035". Tra gli obiettivi dell'Unione Europea per il 2030, ricordiamo, c'è l'obbligo per ciascuno Stato membro di "riciclare almeno il 60 per cento dei rifiuti urbani".

"In generale in questo piano non c'è alcun riferimento di consiliatura. Gli obiettivi sono procrastinati tutti al 2030 e non alla chiusura del mandato. Non ci convince, in questo senso, che la prima verifica sia al 2030, ci aspettavamo obiettivi intermedi chiari", ha spiegato a Fanpage.it Natale di Cola, segretario Cgil Roma e Lazio. Sulla raccolta differenziata nello specifico, "c'è una revisione rispetto al programma con cui è stato eletto sindaco Gualtieri, in cui era scritto che la raccolta differenziata al 65 per cento sarebbe stata raggiunta entro la consiliatura. Ora viene rimandata al 2030".

Secondo la Cgil, che in più occasioni ha manifestato la sua contrarietà all'ipotesi di realizzare un termovalorizzatore, gli investimenti per arrivare all'obiettivo prefissato sulla differenziata "appaiono molto sottostimati e vaghi". Secondo gli studi del sindacato l'aumento di un punto di raccolta differenziata costa 20 milioni. Roma, attualmente, è intorno al 40 per cento e quindi per arrivare al 65 per cento, è il ragionamento di Di Cola, occorrono circa 500 milioni di investimenti, "per innovazione, attrezzature, personale. In questo piano ci sono pochi investimenti e nessuna strategia. Aspetteremo il piano industriale di Ama ma al momento la strategia ci appare debole".

Di Cola: "Gualtieri ha scelto di rinunciare al confronto con le parti sociali"

Di Cola ha contestato anche la scelta di Gualtieri di non coinvolgere le parti sociali: "L'amministrazione ha scelto esplicitamente di rinunciare al confronto e per noi questo è un fatto grave, che tra l'altro tradisce anche ciò che Gualtieri aveva detto ad aprile nel corso del consiglio straordinario sui rifiuti. Oggi il sindaco ha scelto di non voler fare una concertazione, cosa che per noi è un errore, dal momento che scelte come queste vanno discusse e condivise. È stata scelta la strada del confronto minimo previsto dalla legge, dalle norme, che non poteva essere negato. Anche in questo caso Gualtieri smentisce il suo programma, che faceva della concertazione e del confronto su questi temi un pilastro".

"Chiederemo un piano sull'economia circolare"

Inoltre, ha ricordato il segretario della Cgil romana, "nel piano manca l'inserimento, come accade nelle grandi capitali europee, del tema della gestione dei rifiuti all'interno di un piano dell'economia circolare, che non riguarda soltanto i rifiuti. È fondamentale ridurre i rifiuti, aumentare il riciclo, ma inserire questi processi all'interno della logica dell'economia circolare, che produce lavoro di qualità ed è sostenibile a livello ambientale. In questo senso solleciteremo l'amministrazione a produrre un piano dell'economia circolare che preveda tutte le componenti e non solo quella della gestione dei rifiuti".

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