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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone
17 Luglio 2022
9:53

Parla la sorella di Serena Mollicone dopo la sentenza: “Troppi non ricordo, traditi dall’omertà”

Consuelo Mollicone parla dopo la sentenza di assoluzione dei Mottola: “Immaginavo una sentenza esemplare nel rispetto di mia sorella e di mio padre”. E annuncia la volontà di fare ricorso dopo la sentenza di primo grado.
A cura di Redazione Roma
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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

Ha aspettato il giorno dopo per parlare Consuelo Mollicone, la sorella maggiore di Serena. Quando i giudici hanno letto la sentenza di assoluzione per Franco Mottola e il resto della famiglia, si è allontanata dall'aula del tribunale di Frosinone in lacrime chiusa in uno stretto silenzio, mentre esplodeva la rabbia di chi si aspettava un esito processuale diverso per la ragazza uccisa ad Arce e i Mottola tenevano la loro conferenza stampa.

Ieri però ha deciso di parlare con due interviste, rilasciate ai quotidiani Repubblica e Messaggero. La sorella di Serena non ha dubbi, l'esito della sentenza è colpa dell'omertà che ancora circonda l'ex maresciallo dei carabinieri e suo figlio: "Siamo stati traditi dai troppi non ricordo". "Quella gente non parlerà mai. Non lo ha fatto prima, non lo ha fatto per tutto questo tempo, e non lo farà ora", ha aggiunto parlando con Repubblica.

"Sì, non mi aspettavo l'assoluzione, è stato un duro colpo al cuore, sono rimasta esterrefatta: immaginavo una sentenza esemplare nel rispetto di mia sorella e di mio padre.  – ha dichiarato al giornale di via del Tritone – Quando il giudice ha pronunciato la parola assolve ho provato dolore e un grande vuoto interiore, per questo sono andata via dall'aula con le lacrime agli occhi".

Consuelo Mollicone dopo 51 udienze e circa 150 deposizioni attende di poter leggere le motivazioni della sentenza di assoluzione con i suoi avvocati ma già annuncia la volontà di andare avanti, di fare ricorso dopo il primo grado di giudizio: "Non ci arrenderemo ma andremo avanti seguendo l'esempio di mio padre, anche se sarà difficile emularlo. Lui nei venti anni successivi alla morte di mia sorella ha segnato ogni passo delle indagini. Non intendiamo arrenderci o all'ergastolo del dolore al quale per ora la sentenza ci ha condannato".

 
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