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Triplice omicidio a Prati (Roma)
19 Novembre 2022
19:16

Donne uccise a Roma, finito interrogatorio del killer: “Mi ricordo solo tanto sangue poi niente”

Dopo sette ore è terminato l’interrogatorio di Giandavide De Pau, il 51enne già legato a Michele Senese accusato del triplice omicidio di prostitute in Prati. “L’ultima cosa che mi ricordo è tanto sangue poi ho avuto un black out, ho vagato due giorni senza dormire”. L’uomo è in cura psichiatrica da diverso tempo.
A cura di Redazione Roma
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Giandavide De Pau, di fianco Michele Senese di fronte Massimo Carminati
Giandavide De Pau, di fianco Michele Senese di fronte Massimo Carminati
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Triplice omicidio a Prati (Roma)

È durato sette ore l'interrogatorio Giandavide De Pau. L'uomo è accusato dell'omicidio delle tre donne avvenuto giovedì nel quartiere Prati a Roma. Cinquantuno anni, già noto alle forze dell'ordine per essere legato alla criminalità organizzata ein particolare al boss Michele Senese, ha detto di aver "vagato per due giorni senza aver mangiato né dormito", e poi di essere arrivato nell'abitazione dove vive la madre con la sorella. "Avevo i vestiti ancora sporchi di sangue. Ero stravolto e mi sono messo a dormire per due ore sul divano e poi, alle 6 di mattina, sono arrivati i poliziotti che mi hanno bloccato", sono le parole di De Pau trapelate dall'interrogatorio. A chiamare le forze dell'ordine la sorella dell'uomo.

Il presunto assassino ha dichiarato di ricordare di "essere stato nella casa di via Riboty e di avere tentato di tamponare la ferita di una delle ragazze, ma poi ho un vuoto e non ricordo più nulla. Ho avuto blackout. Non ricordo di essere stato in via Durazzo". Nell'abitazine di via Riboty sono morte le due escort di nazionalità cinese, via Durazzo invece e l'indirizzo al quale è stata trovata senza vita la terza donna uccisa, anche lei una sex worker.

"Ricordo tanto sangue in quegli istanti", è quanto avrebbe detto. De Pau ha aggiunto anche: "Mercoledì una donna cubana è venuta a casa mia e abbiamo consumato droga. Poi il giorno dopo ho preso appuntamento a via Riboty con una cinese". Il 51enne avrebbe dunque ricostruito le ore precedenti al triplice omicidio di cui è accusato, ha ammesso di essere stato nell'abitazione dove ricevevano i clienti le due ragazze, ma non i momenti degli omicidi né di averle colpite alla gola con un coltello. L'uomo è in cura psichiatrica e seguiva un percorso farmacologico da quanto si apprende. Per lui l'accusa è quella di triplice omicidio aggravato e sarà trasferito nel carcere romano di Regina Coeli.

 
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