Sono finiti nei guai 7 dipendenti di Ama, due di questi venendo addirittura licenziati. Secondo quanto emerso i lavoratori della società partecipata al 100% da Roma Capitale, in orario lavorativo e utilizzando i mezzi aziendali, facevano traslochi e svuotavano cantine arrotondando così lo stipendio invece di compiere le loro mansioni.

La vicenda è riportata oggi sul quotidiano il Messaggero, che racconta come una volta scoperti l'azienda ha proceduto contro i dipendenti, due dei quali sono stati licenziati, mentre gli altri cinque sono stati sospesi per dieci giorni senza retribuzione, la sanzione disciplinare più grave prima del licenziamento per giusta causa.

Un malcostume diffuso, che ha vedrebbe i netturbini mettersi a disposizione delle società che compiono traslochi e simili. Pensando di passare inosservati i dipendenti dell'Ama, pensando che chi vede può pensare a un ritiro di rifiuti ingombranti, procedevano così a lavorare privatamente per di più utilizzando i camion dell'azienda.

L'ultimo episodio in ordine di tempo è avvenuto solo qualche settimana fa, quando gli ispettori di Ama hanno verificato il contenuto di una denuncia arrivata da una cittadina, che raccontava e documentava di aver visto alcuni impiegati di una ditta di traslochi assieme a due netturbini caricare un camion aziendale, per quello che sembrava oltre ogni ragionevole dubbio un trasloco privato. A incastrare i dipendenti infedeli i filmati che la cittadina ha realizzato immortalando la scena.

Sono diversi i casi simili venuti alla luce nell'ultimo anno. I due dipendenti licenziati avevano addirittura ritirato calcinacci e altri materiali di risulta, classificati come rifiuti speciali, per poi abbandonarli al lato della strada sicuri di non essere visti.