Nel Lazio il valore di Rt (l'indice di contagiosità del virus) è 1,49, in crescita rispetto alla rilevazione di una settimana fa (era 1,38). Come sette giorni fa l'indice è leggermente più basso a Roma e provincia e più alto nelle province. Per l'assessore regionale alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D'Amato, la priorità è quella di "raffreddare la curva dei contagi" al più presto. In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, D'Amato ha spiegato: "Ci stiamo preparando alla battaglia su Roma. Dobbiamo essere pronti ad affrontare lo scenario peggiore, sempre con la speranza che non si verifichi. Non voglio essere ansiogeno, ma non posso neanche essere confortante. Devo essere realistico e dire le cose come stanno: è vero che stiamo tenendo rispetto ad altre realtà come la Lombardia, il Veneto e la Campania, anche se la nostra rete ospedaliera è sottoposta a un grande stress. Ma tutto dipenderà dal raffreddamento della curva epidemiologica".

Nel Lazio età media dei contagiati è 41 anni

Nel Lazio l'età media dei contagiati (a partire dal mese di agosto) è 41 anni, praticamente suddivisi in uguale percentuale tra uomini è donne: il 49 per cento è di sesso femminile e il 51 per cento è di sesso maschile. Il 93 per cento di chi ha contratto il nuovo coronavirus è seguito a domicilio, mentre il 6,4 si trova in ospedale, non in terapia intensiva, e lo 0,6 per cento in terapia intensiva. Nella nostra regione il 38,8 per cento delle diagnosi arriva attraverso il contact tracing e il 34 per cento dallo screening. Il 75 per cento dei contagiati non presenza alcun sintomo e quindi, fa sapere l'assessore D'Amato, "il loro tracciamento è fondamentale".

"Il prossimo obiettivo è quello di arrivare ad un incremento ulteriore dei casi testati del 40 per cento. Il Lazio è la prima regione italiana per casi testati in rapporto alla popolazione", ha spiegato ancora D'Amato. Oggi il rapporto tra tamponi eseguiti e casi positivi è tornato sotto l'8 per cento.