6 Luglio 2021
11:36

Abusa degli amici della figlia durante i pigiama party: chiesto il rinvio a giudizio per un papà

Il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per un papà 55enne ritenuto responsabile di violenza sessuale con l’aggravante di aver commesso il fatto su minori di quattordici anni. Vittime delle presunte molestie quattro adolescenti. L’uomo li avrebbe baciati, palpeggiati e imposto del sesso orale.
A cura di Alessia Rabbai

Rivio a giudizio è la richiesta del pubblico ministero della Procura nei confronti di un papà cinquantacinquenne, accusato di abusi sugli amici della figlia in zona Balduina a Roma. Nei suoi confronti sono stati ipotizzati i reati di violenza sessuale con l'aggravante di aver commesso il fatto su minori di quattordici anni. Le quattro vittime delle presunte violenze sono assistite dagli avvocati Cristiano Pazienti, Renato Rainieri e Cristina Cerrato. Molestie e violenze di cui la figlia adolescente non ne era a conoscenza. Palpeggiamenti, baci e sesso orale, che hanno creato un profondo stato d'ansia nei ragazzi, alcuni dei quali sono finiti in depressione. In uno degli episodi raccontati l'uomo avrebbe invitato uno degli amici della figlia a seguirlo in cantina, dove lo avrebbe molestato, in un altro avrebbe tentato di baciare una ragazza durante un pigiama party.

L'uomo abusava e minacciava gli amici della figlia

Secondo quanto emerso in sede d'indagine i fatti sarebbero avvenuti tra il 2008 e il 2013 e sono emersi a seguito della denuncia di una ragazza, tra gli adolescenti coinvolti, che dopo un lungo silenzio ha preso coraggio e ha raccontato tutto alle forze dell'ordine. L'uomo per cinque anni in varie occasioni avrebbe approfittato dei pomeriggi di svago della figlia, che invitava i suoi compagni a casa, in pareticolare, un ragazzo e tre ragazze, i quali sarebbero rimasti vittime delle molestie del padre. L'uomo pian piano ha cercato di partecipare ai momenti tra adolescenti, facendosi spazio tra le loro confidenze e crecando di ottenere la loro fiducia, ponendosi come un amico più grande con il quale poter parlare e da cui ricevere consigli. E quando i quattro ragazzi si aprivano con lui, confessando i loro pensieri, lui li registrava, per poi ricattarli di pubblicare tutto quello che avevano detto se avessero rivelato quanto accadeva tra le mura di casa sua.

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