L'affascinante esperienza e la profonda saggezza di uno dei grandi del teatro italiano. Il volume intitolato "Voglio fare l'attore. Vita e teatro di Roberto Herlitzka" (Caracò Editore), scritto da Emanuele Tirelli, racconta per intero la carriera e la vita di uno dei migliori interpreti (e non solo) della scena italiana.

Divenuto famoso al grande pubblico nel ruolo di Aldo Moro in "Buongiorno, notte" di Marco Bellocchio e per il lungo percorso che lo ha portato a interpretare ruoli importanti, sia sul piccolo sua sul grande schermo, in realtà Herlitzka è diventato quel che è oggi sulle tavole teatrali che ha percorso negli ultimi decenni. Quello stesso mondo che oggi giustamente gli conferisce il titolo di "maestro". L'attore lungo le pagine della conversazione con Tirelli – che oltre a essere un giornalista è scrittore e dramaturg – ci immerge in uno spiegarsi autentico, partendo dalle proprie radici cecoslovacche:

"Sono nato a Torino. Il cognome cecoslovacco mi proviene dai miei antenati che, in quanto ebrei, dovettero scappare dal loro Paese, che allora era la Boemia. Andarono a Trieste dove nacque mio nonno, il quale poi si trasferì a Torino, dove nacque mio padre."

Uno dopo l'altro gli eventi della vita si susseguono, poi la guerra, lo sfollamento a Cogne e l'amore fiorito giovanissimo con il teatro grazie al capolavoro di Shakespeare "Amleto" che possedeva la madre, che Roberto Herlitzka-ragazzino leggeva e rileggeva. L'innamoramento per Laurence Olivier e per i film in cui l'attore britannico interpretava l'Amleto, Enrico IV e Riccardo III. Allievo di Orazio Costa all'Accademia d'Arte Drammatica Silvio D'Amico per il quale ha realizzato numerosi spettacoli, Roberto Herlitzka ha collaborato con registi del calibro di Luca Ronconi, Nadia Baldi, Lina Wertmüller. Di recente, il cinema lo ha visto sempre più impegnato. Solo nel 2018 ha lavorato fianco a fianco con Paolo Virzì nel film "Notti Magiche", con Paolo Sorrentino nel film "Loro" e in "Benedetta follia" di Carlo Verdone.

Attraverso un dialogo scorrevole e lineare l'attore spiega, a neofiti ed esperti, i propri punti fermi e i segreti del lavoro che lo hanno condotto lungo la sua carriera fino a vincere numerosi premi, tra cui nelle stagioni teatrali 2002-2003 e 2003-2004  il Premio Ubu come miglior attore italiano, nel 2004 il Premio David di Donatello come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione di Aldo Moro nel film di Marco Bellocchio "Buongiorno, notte" e il Premio Gassman come miglior attore per gli spettacoli teatrali "Lasciami andare madre" e "Lignea". Il volume edito da Caracò Editore è scritto dal giornalista e drammaturgo Emanuele Tirelli, autore di diverse opere teatrali, l'ultima "Questione di un attimo" ha debuttato nel festival "Noi contro le mafie" di Reggio Emilia.