Un uomo di ventotto anni avrebbe costretto la compagna a compiere rapporti sessuali mentre veniva ripresa con un cellulare e per questo motivo è stato condannato a sette anni di reclusione, interdizione dalla potestà genitoriale e risarcimento danni alla parte civile. La sentenza di condanna nei confronti del giovane, un ventottenne di origini sudamericane, è stata emessa dal tribunale collegiale di Rimini presieduto dal giudice Raffaella Ceccarelli. Il giudice ha riconosciuto colpevole l'imputato di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. Il pubblico ministero Davide Ercolani aveva chiesto di condannare l'uomo a otto anni di reclusione.

La donna avrebbe subito violenze per almeno tre anni – La donna vittima di questa storia ha trovato il coraggio di denunciare il compagno tre anni fa, ma il suo incubo andava già avanti da almeno tre anni. In seguito alla sua denuncia, nel 2016, sono iniziate le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri della Provincia di Rimini. La vittima di violenza è una donna riminese, mamma di una bambina di quattro anni, che ai carabinieri aveva appunto raccontato che il compagno la costringeva, sotto la costante minaccia di morte, a subire atti sessuali ed essere ripresa col telefono. L'uomo, a quanto emerso, avrebbe anche minacciato la donna di portarsi via la bambina all'estero se non avesse fatto quanto chiedeva. Da parte sua, si è sempre difeso parlando di rapporti consenzienti.