Una donna di 28 anni di Albenga, madre di un bimbo piccolo, ha avviato una causa civile contro la casa automobilistica Ford: la 28enne è infatti rimasta paralizzata dopo un incidente stradale e il sospetto, diventato decisamente concreto dopo una perizia tecnica, è che  la cintura di sicurezza che avrebbe dovuto proteggerla in caso di urto fosse difettosa. In particolare, secondo il perito di parte nominato dalla giovane mamma –  l’ingegnere Fabrizio Scarpiello di Imperia – le lesioni riportate dalla donna sono state “sproporzionate” rispetto alla dinamica dell’incidente. Proprio in virtù di questa opinione l'avvocato della 28enne ha sporto denuncia alla Procura della Repubblica, che ha aperto un fascicolo d'inchiesta per lesioni colpose gravissime chiedendo al gip di disporre un incidente probatorio, affinché venga nominato un consulente super partes per stabilire l’eventuale malfunzionamento della cintura.

Nei prossimi giorni potrebbero scattare i primi avvisi di garanzia a carico di diverse persone ancora in fase di individuazione, a partire dal concessionario che ha venduto la vettura, una Ford Ka, alla donna, fino ai vertici italiani della Ford e ai responsabili delle ditte che hanno fornito i componenti. L’incidente si era verificato nel maggio di tre anni fa. L’automobile, circostanza fondamentale, era ancora in garanzia. La 28enne aveva perso il controllo della vettura mentre percorreva l’Autostrada dei Fiori; l'auto si era ribaltata e nello schianto non erano rimasti coinvolte altre vetture. La giovane era stata estratta dall’auto dai vigili del fuoco. Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi e la diagnosi sarebbe stata durissima: paralisi. Perplessità sul corretto funzionamento della cintura di sicurezza erano già state sollevate dalla polizia stradale che aveva effettuato i rilievi dell’incidente. Dai “sospetti” si era arrivati all’accertamento tecnico preventivo che aveva individuato la presunta responsabilità delle lesioni nel difetto della cintura di sicurezza della Ford.