Moriva 11 anni fa Guido Crepax, con lui l'Italia non perse solo il papà di "Valentina", ma un uomo che dal fumetto riuscì a superare ogni confine artistico, prima e meglio di altri.

 

Moriva il 31 luglio di 11 anni fa Guido Crepax, era il 2003. L'Italia perse non soltanto il papà di "Valentina", ma un uomo che dal fumetto riuscì a superare ogni confine artistico, accettato dalle élite culturali più diverse, acclamato dal pubblico. Fu tra i primi a poter vedere il frutto dei suoi lavori attraversare ogni mezzo di comunicazione: la sua "Valentina" è stata anche musica e pittura, cinema, tv, letteratura. Guido Crepax, milanese doc, era un genio raffinato, lavorava solo ascoltando musica, un "vizietto" di famiglia: suo padre era Gilberto Crepas, primo violoncellista della Scala di Milano. La donna dei sogni, Valentina Rosselli nasce da un'ispirazione a Louise Brooks, femme fatale del cinema anni '20, e sarà caratterizzata da deliri onirici di ogni genere, visioni erotiche ricche di riferimenti ad un soft s/m.

Accusato di essere un feticista, l'illustratore prediligeva sempre completare Valentina (e le sue altre creature, da Bianca a Giulietta) con bustini, reggicalze e calze, scarpe. Ma non c'era nulla di perverso, solo una bellezza disarmante che è stata apprezzata ed amata anche nel mondo. Al cinema il suo personaggio appare in "Baba Yoga", pellicola scritta e diretta da Corrado Farina e datata 1973. Nel ruolo della fotografa c'è Isabelle De Funès, ma il film sarà duramente contestato, anche dallo stesso regista, per i numerosi tagli che la produzione ha fatto senza dare avviso a nessuno. Nel 1989 Mediaset produce "Valentina", serie tv di 13 episodi da 25 minuti con Demetra Hampton nel ruolo della fotoreporter e che riprende fedelmente alcuni dei fumetti di Guido Crepax. Nella produzione troveranno spazio anche giovani attori, oggi stelle del cinema italiano, da Sabrina Ferilli a Kim Rossi Stuart.

Il corpo perfetto di Valentina è stato anche oggetto di aspre critiche dal mondo femminista, cui però Crepax non ha mai voluto recare offesa. La stessa Louise Brooks scrisse all'artista: "Tu hai afferrato la mia vera essenza", dimostrando così quanto Valentina racchiudesse bene quel fantastico mondo in bianco e nero del cinema muto, che era conservato vivido e brillante nelle fantasie di Guido Crepax.