Il Movimento 5 Stelle celebra a Montecitorio, ma sul retro dell'edificio che ospita i deputati, il suo Restitution day. La giornata in cui firma formalmente l’assegno per dirottare i risparmi ricavati dal taglio degli stipendi parlamentari dei propri eletti a opere e incentivi di vario genere. Questa volta i due milioni di euro risparmiati verranno donati alla Protezione civile e verranno messi a disposizione dei territori italiani alluvionati: Friuli, Liguria e Sicilia. “Oggi – spiega il capo politico M5s Luigi Di Maio – manteniamo ancora una promessa con gli italiani. Tagliamo 2 milioni di euro a tutti i parlamentari M5s e li mettiamo in dotazione alla Protezione civile per riparare ponti, strade e mettere in sicurezza i centri urbani in tre regioni – Friuli, Liguria e Sicilia – che sono state colpite da fenomeni alluvionali. Ricostruire un ponte, una strada o mettere in sicurezza un centro urbano penso possa restituire un po' di fiducia tra i cittadini e le istituzioni”.

Di Maio sottolinea che il Movimento 5 Stelle, da quando è in Parlamento, ha restituito “in tutto 100 milioni di euro”. “Questo – afferma ancora il ministro dello Sviluppo economico – ci ha permesso di fare in tutta Italia interventi importanti. Pochi giorni fa mi hanno avvisato dal Mise, dicendomi che è stata finanziata la diecimillesima impresa italiana con i soldi versati dal Movimento al fondo per il microcredito”.

La legge per il taglio degli stipendi parlamentari

Durante il Restitution day Di Maio si sofferma anche sui programmi della maggioranza in tema di stipendi parlamentari. Il vicepresidente del Consiglio annuncia che per aprile il Senato dovrà approvare il taglio degli stipendi dei parlamentari: “La prossima settimana presenteremo la proposta di legge per il taglio degli stipendi di tutti i parlamentari con il dimezzamento dell'indennità. È fondamentale che entro aprile la legge sia approvata almeno dal Senato della Repubblica. Questo è un obiettivo che ci diamo come forza politica e come governo”. L’obiettivo è quello di ridurre “l’indennità di 10mila euro lordi”, per poi intervenire “con l'ufficio di presidenza per una rendicontazione puntuale dei rimborsi”.

I casi nel governo: Diciotti, Consob e Tav

Durante la cerimonia a Montecitorio, Di Maio affronta anche tre delle questioni aperte interne al governo. A partire dal caso Diciotti e dal processo a carico di Matteo Salvini: “Sono molto tranquillo, i senatori della giunta per le autorizzazioni stanno seguendo la vicenda e hanno tutta la mia fiducia. Noi siamo sempre stati contro l'utilizzo dell'immunità, ma questo è un caso diverso. Tutte le volte che hanno scommesso sul fatto che il governo stesse per cadere, poi la scommessa l'abbiamo vinta noi e non gli altri. Su questo sono tranquillissimo”. Per quanto riguarda la nomina di Paolo Savona alla guida della Consob, Di Maio si dice sereno: “Prima di fare la nomina abbiamo verificato le incompatibilità e siamo coscienti che Savona è compatibile”.

Ultimo tema di discussione è la Tav: oggi Salvini ha definito singolare che il dossier dell’analisi costi-benefici sia stato inviato prima a Parigi che a lui. Di Maio gli risponde: “Stia tranquillo il collega vicepremier che neanche io l'ho letta ancora la relazione. Come ha fatto sapere il Mit, siamo in totale simmetria comunicativa, vale a dire che non l'ha letta lui e non l'ho letta io. Non alimentiamo sempre la polemica su un tema che ci vede divisi e sembra che lo si faccia di proposito ad alimentare”.