Nella sua ultima enews, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi va all’attacco del governo M5s-Lega su tre temi: razzismo, Rai e musei gratis la domenica. Tre argomenti su cui Renzi non ha dubbi e l’attacco ai due alleati di governo è netto. A partire dal ruolo del Parlamento che secondo l’ex segretario del Pd non viene rispettato dalla maggioranza. “Umiliano Camera e Senato”, afferma riferendosi al caso della nomina del presidente Rai, Marcello Foa. “Hanno azionato la ruspa contro la cultura”, afferma ancora facendo riferimento alla decisione dell’esecutivo di abolire gli ingressi gratuiti la domenica nei musei.

Il primo tema affrontato da Renzi è quello del razzismo: “L’identità e la dignità di un Paese non dipendono solo dai dati economici – sostiene nella enews – Quando qualcuno mette in discussione i valori fondanti di una comunità, quel Paese è più debole. Più povero. Da qualche settimana si sono intensificati attacchi razzisti contro persone che hanno il colore della pelle diverso. Di Maio e Salvini negano che vi sia un problema, ma anche dentro la maggioranza sono tante le voci preoccupate”, afferma con riferimento a Luca Zaia, presidente della Regione Veneto ed esponente della Lega.

Renzi sostiene che la lotta contro il razzismonon è monopolio del Pd o dei passati governi: è un impegno di tutti. Quando alcuni nostri amici – o figli di nostri amici – ti confessano a bassa voce che per la prima volta hanno paura di girare per strada da soli, ti rendi conto che stiamo perdendo qualcosa di molto più importante di un’elezione: stiamo perdendo la qualità della nostra vita, la dignità del nostro stare insieme. Chi giustifica o minimizza rischia di essere complice del clima che si sta creando. Nessuno può negare l’evidenza, in particolar modo se si hanno responsabilità di governo. Il negazionismo di Di Maio e Salvini fa male all’Italia, ai suoi valori, al suo futuro”.

L’attacco al governo sulla Rai

L’ex presidente del Consiglio si sofferma sulla nuova legge per l'elezione del cda Rai e sui poteri affidati al direttore generale. Una riforma voluta dal suo governo e a cui Lega e Cinque Stelle si erano opposti perché “dava poco potere all’opposizione”: “E oggi – attacca Renzi  sulla nomina del presidente Rai con invidiabile coerenza, siccome sono maggioranza provano a prendersi anche il presidente, da soli. Vanno in Parlamento, perdono, vengono bocciati. E cosa fanno? Anziché scusarsi e cambiare nome vanno avanti lo stesso. Umiliano Camera e Senato: è vero che Casaleggio ha detto che tra qualche anno il Parlamento potrebbe essere inutile. Ma finché c’è, bisognerebbe rispettarne i voti. Il Governo della Legalità non rispetta le leggi dello Stato. Il Governo dell’Onestà non rispetta le sentenze della Cassazione. Meno male non si sono definiti il Governo della Pace”.

I musei gratis la domenica

L’ex presidente del Consiglio racconta come nacque l’idea delle domeniche gratuite al museo, grazie “all’intuizione di uno studente fiorentino”, che verranno abolite dal nuovo governo. “Nel 2014 abbiamo offerto l’opportunità di un ingresso gratuito mensile a tutti i cittadini. Perché i musei servono anche a questo: renderti più orgoglioso della tua storia, della tua appartenenza, della tua identità. Negli anni in cui abbiamo avuto l’onore di governare l’Italia abbiamo investito in cultura non solo perché era giusto ma anche perché utile. Utile a rendere i cittadini consapevoli e felici di essere italiani. Ieri il ministro della cultura del governo Salvini-Di Maio ha annunciato la fine delle domeniche gratuite. Ieri hanno votato per cancellare il progetto di Renzo Piano su ‘Casa Italia’ più tardi hanno dato un colpo alla cultura. Pur di attaccare il nostro governo smantellano tutte le iniziative belle e utili. E ti dicono: si va avanti anche senza le domeniche al museo. Vero, ma si va avanti un po’ più poveri dentro. Hanno azionato la ruspa contro la cultura. E per prendere le distanze dal Governo dei mille giorni, fanno un dispetto agli italiani, non a noi”.

L’attacco al M5s su Brizzi

Infine Renzi si sofferma sulla vicenda del regista Fausto Brizzi: “È stato prosciolto dalle accuse di violenza sessuale. Quando c’era da accusarlo, tutti evidenziavano come Fausto fosse il regista della Leopolda. Oggi tutti zitti. Sono felice perché la verità è emersa anche se immagino il costo che Brizzi ha pagato, personale e professionale. Ho una domanda: qualcuno sa che fine ha fatto il giornalista delle Iene che ha lanciato lo scandalo? Qualcuno sa con chi si è candidato? Con chi ha lavorato in questi mesi? Un piccolo indizio: seguite cinque stelle e troverete la soluzione”. Il riferimento è al giornalista Dino Giarrusso, candidato con i Cinque Stelle a Roma ma sconfitto nel suo collegio uninominale e quindi non eletto, ma rimasto collaboratore dei Cinque Stelle.