La sicurezza di grandi eventi, fra cui i concerti dei Rolling Stones, Depeche Mode e Vasco Rossi, veniva affidata a profughi richiedenti asilo appena sbarcati dalla Libia, sottopagati e impreparati. Questa l'accusa nei confronti di quattro soggetti già sottoposti a provvedimenti cautelari dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia per i reati, a vario titolo, di intermediazione illecita, sfruttamento del lavoro, false attestazione a pubblico ufficiale e falso materiale in autorizzazioni amministrative. Secondo le ricostruzioni, gli arrestati – provenienti da Lombardia e Emilia Romagna – avrebbero messo a rischio l'incolumità di centinaia di migliaia di persone. I migranti venivano sfruttati grazie all’utilizzo di falsi decreti prefettizi.

L'operazione "Security Danger"

Questa mattina i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia, sotto il coordinamento del Pubblico Ministero Valentina Salvi, dalle prime ore di questa mattina sono impegnati tra l’Emilia e la Lombardia nell’esecuzione di varie perquisizioni domiciliari e di quattro provvedimenti cautelari: due arresti in carcere e due divieti di esercizio dell'attività imprenditoriale nell'ambito della gestione dei concerti. Eseguite anche diverse perquisizioni domiciliari. Nell'ambito della conferenza stampa sull'operazione "Security Danger", coordinata dal sostituto procuratore di Reggio Emilia, Valentina Salvi, i carabinieri hanno spiegato che quello degli arrestati "era un meccanismo ben collaudato, che di fatto ha esposto decine di migliaia di persone a un rischio incommensurabile in termini di sicurezza, in un periodo di elevata sensibilità e attenzione in tema di potenziali attentati terroristici".

Profughi appena arrivati in Italia

Due degli arrestati, madre e figlio, attraverso una società falsamente operante nel settore di ‘portierato', avrebbero reclutato un centinaio di persone, molti dei quali profughi richiedenti asilo, sbarcati in Italia dalla Libia da pochi mesi dopo essere stati salvati in mare, nonché nomadi e pregiudicati, privi di autorizzazioni. I lavoratori venivano muniti di tesserini di riconoscimento con le iscrizioni della Prefettura di Napoli falsamente attestanti la pubblica certificazione di addetti alla sicurezza. Solo al momento dell'inizio del concerto di turno, poi, incollavano le fototessere degli interessati. Tutti gli "addetti alla sicurezza" stranieri, incapaci di parlare e comprendere la lingua italiana, venivano adescati tramite annunci online.

Turni di 15 ore

I turni di lavoro duravano anche 15 ore giornaliere, senza di pause e o cambi di alcun tipo, senza poter assentarsi per il pranzo o per la cena. , perché, spiegano i militari. "In molte situazioni – precisano i carabinieri – neanche la paga concordata di soli 6 euro all'ora veniva corrisposta costringendoli così ad accettare un ulteriore lavoro per un secondo concerto nella speranza di vedersi versare anche la modesta somma concordata e già maturata".