Non voti al referendum per l'autonomia fiscale di Lombardia e Veneto previsto per il prossimo 22 ottobre? Allora non potrai più avere alcun tipo di rapporto commerciale con la mia azienda. È la proposta lanciata dal leader storico dell'Indipendentismo Veneto, Lucio Chiavegato, su Facebook. Un semplice foglio, corredato da un breve annuncio scritto a pennarello e affisso all'entrata dello stabilimento di arredamenti di Bovolone, in provincia di Verona, di proprietà dello stesso Chiavegato: "Avviso ai fornitori. Dal 23 ottobre sarà necessario esibire ricevuta vostra partecipazione referendum autonomia Veneto per poter avere dialogo di lavoro con nostra azienda. Grazie", si legge. In sostanza, Chiavegato impone ai suoi fornitori – qualora vogliano proseguire i rapporti commerciali con l'azienda veronese – di dimostrare di essere andati a votare al referendum per l'autonomia di Veneto e Lombardia.

Un endorsement all'iniziativa promossa da Maroni e Zaia della Lega Nord? No, non esattamente, come spiega lo stesso Chiavegato al Corriere del Veneto: "Io sono e rimango indipendentista. Andrò a votare al referendum così poi metteremo una bella pietra sopra questa farsa dell’autonomia", ha sottolineato l'indipendentista veneto. "L'autonomia non serve a nulla. Il percorso da fare è quello della Catalogna: l’indipendenza, a differenza dell’autonomia, non va chiesta, va preparata. Si tratta di un diritto internazionale riconosciuto dall’Onu nel 1977", ha proseguito Chiavegato. Nonostante non abbia intenzione di sostenere la richiesta di una maggiore autonomia fiscale avanzata dal Carroccio, Chiavegato ha sottolineato che comunque non ha intenzione di avere ulteriori rapporti commerciali con chi "non adempirà al proprio dovere andando a votare al referendum".