"È un diritto umano al pari di avere una salute pubblica o un'istruzione pubblica" È questo quello che Alessandro Di Battista pensa del reddito di cittadinanza"La prima cosa che mi viene in mente: contro tutto questo, il Pd sta raccogliendo firme per fare un referendum. Buon funerale. Raccolgono firme per abolire un diritto umano". così ha detto l'esponente penstastellato, intervenendo sul palco alla kermesse M5S su reddito Di cittadinanza e quota cento. Di Battista ha ringraziato il ministro e capo politico del M5S Luigi Di Maio: "Vorrei ringraziarlo, forse è attaccato perché è un giovane che è diventato ministro. In questo Paese c'è anche un mucchio di invidia nei confronti di chi ce la fa. C'e' stato un lavoro straordinario da Luigi, oltretutto io credo che il ruolo che ti sei scelto sia il più difficile in assoluto. Non voglio insegnare il lavoro a nessuno ma le crisi aziendali che sta risolvendo Luigi assieme a tutto il suo staff dovrebbero essere maggiormente sottolineate, perché ci sono centinaia di lavoratori e operai che ringraziano questo giovanissimo ministro. Quindi grazie Luigi, e lo dico da cittadino che non ha incarichi istituzionali e non li voglio". 

Per Di Battista Il M5S è tutt'altro che subalterno alla Lega: "Io Salvini l'ho incontrato una volta in vita mia, a un dibattito in cui gli chiesero un'opinione sul reddito e lui a onor del vero non era contrario, ma era molto scettico. Averlo costretto politicamente a votare il reddito è una vittoria e un orgoglio del M5s". Poi ha attaccato il Pd, per via dell'annuncio del referendum per abrogare questa misura: "Sempre ostinatamente dalla parte sbagliata della storia. Chi è causa del suo mal pianga se stesso"

"I giornalisti fanno benissimo a fare le pulci al M5S, a ricordare le promesse non mantenute, ma sarebbe corretto ricordare che le prime tre proposte dell'agenda politica del M5S – reddito di cittadinanza, sostegno alle pmi, legge anti-corruzione – sono state realizzate. E santa pazienza, e non è stato facile…", ha detto l'ex parlamentare. Poi, scherzando, provoca il giornalista Massimo Giannini, seduto in platea: "Massimo le coperture ce stavano…", parlando delle coperture della misura.