Omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere: queste le accuse mosse dalla Procura di Reggio contro il cognato di Maria Chindamo, la mamma di due figli scomparsa da Laureana di Borrello a maggio di due anni fa, nel giorno dell'anniversario del suicidio del marito che aveva lasciato. Proprio negli ultimi giorni, come riporta il settimanale Giallo, gli inquirenti hanno dato un giro di vite alle indagini sul caso arrivando a iscrivere più persone nel registro degli indagati, tutti parenti dell'ex marito di Maria, tra cui proprio suo fratello.

I fatti risalgono al 6 giugno del 2016, quando Maria, imprenditrice separata e mamma di due ragazzi, esce di casa per andare a un appuntamento con un suo dipendente nell'azienda agricola di famiglia. Sono le sette e trenta del mattino, la donna giunge puntuale all'appuntamento ed è proprio davanti al cancello dell'orto che viene aggredita, come testimonia una agghiacciante traccia di sangue sull'auto, rimasta davanti a quel cancello. Quello stesso giorno Vincenzo Chindamo, suo fratello, ne denuncia la scomparsa, palesando immediatamente i propri sospetti agli inquirenti. Quello di Maria, non è un caso di scomparsa.

A Laureana, infatti, c'erano diverse persone che avrebbero voluto fare del male a Maria, tutte nella famiglia dell'ex marito, morto tragicamente suicida dopo che la giovane mamma aveva deciso di rifarsi una vita. Emblematica è infatti la coincidenza del giorno della scomparsa della 41enne con quello della morte del suo ex, il 6 giugno 2015, esattamente un anno prima. Subito vengono sentiti testimoni e disposte indagini sulle proprietà e i mezzi di trasporto di quelli che erano stati i parenti di Maria, ma senza esito. A Laureana, terra di vendette e di ‘lupara bianca', infatti, regna l'omertà. Dopo tre anni di costanti indagini, oggi, finalmente l'iscrizione di più nomi nel registro degli indagati per un caso aperto da subito, con un capo di imputazione chiaro: omicidio.