Avevano fatto il giro delle emittenti televisive e dei giornali locali per raccontare la loro storia fatta di continue visite specialistiche e corse in ospedale per curare la loro figlioletta affetta da una rara malattia genetica e per questo erano riusciti a raccoglie oltre 900mila euro di donazioni grazie alla generosità degli altri. Peccato però che la maggior parte di quei soldi, circa 600mila euro, siano stati spesi per ben altri scopi rispetto a quanto dichiarato. Per questo motivo una coppia di genitori spagnola è stata arrestata venerdì scorso dalla polizia della Catalogna e ha perso contemporaneamente la patria potestà sulla piccola.

I due, Fernando Blanco e Marga Garau, sono sotto inchiesta per truffa dopo che si è scoperto un utilizzo improprio dei fondi raccolti per la malattia del figlioletta di 11 anni, Nadia Nerea, anche attraverso alcune associazioni di volontariato locali che si erano messe a deposizioni dopo aver appreso della storia. Per sostenere la sua causa Fernando Blanco aveva raccontato di aver girato il mondo per trovare una cura e che servivano soldi per un'operazione pionieristica a Houston, negli Stati Uniti, visto che i medici locali non davano più speranza alla piccola.

Dopo alcune verifiche i media spagnoli però hanno messo in discussione la sua storia rivelando che non vi era alcuna prova dei suoi viaggi, l'ospedale di Houston citato non esisteva così come non esisteva il presunto trattamento pionieristico e il presunto specialista di genetica. Così è scattata l'inchiesta della polizia conclusa con l'arresto di Blanco, che stava tentando di scappare in Francia con duemila euro in contanti e una pistola in macchina, e della moglie. Dai successivi accertamenti è emerso che la coppia sfoggiava un tenore di vita oltre le proprie possibilità visto che non aveva un lavoro: in casa tra le altre cose trovati  orologi di lusso del valore di 50mila euro, gioielli costosi, svariate apparecchiature elettroniche e informatiche di alta gamma  oltre a diverso quantitativo di marijuana. Ora si sta cercando di capire se la malattia della piccola sia reale o anche questa inventata come le cure. L'11enne per ora è stata affidata agli zii.