L'ex ministro dell'Ambiente Altero Matteoli è stato condannato nell'ambito del processo Mose. Imputato per corruzione, il forzista è stato condannato dal Tribunale di Venezia a 4 anni di reclusione, oltre alla confisca di 9 milioni e 575 mila euro e all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Stessa pena è stata comminata all'imprenditore Erasmo Cinque, ovvero 5 anni di reclusione e confisca. La sentenza è stata letta alle 18 dal presidente del Foro di Venezia, Stefano Manduzio. In tutto sono 4 le condanne comminate nell'ambito del processo relativo allo scandalo Mose e altrettanti imputati sono stati invece assolti. L'imprenditore veneziano Nicola Falconi è stato condannato a due anni e due mesi e 78mila euro di multa, mentre l'avvocato romano Corrado Crialese è stato condannato per millantato credito a un anno e 10 mesi e mille euro di multa, pena sospesa. Tutti i condannati si sono visti interdire a diverso titolo i pubblici uffici, a pagare le spese processuali e a risarcire le parti civili. Il giudice ha disposto delle provvisionali sino a un milione di euro rimandando la multa in sede civile.

Assolta l'ex presidente del Magistrato alle acque, Maria Giovanna Piva, insieme all'architetto padovano Danilo Turato che si occupò della ristrutturazione della villa di Cinto Euganeo dell'allora governatore Galan, anch'egli implicato nell'inchiesta. L'ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, imputato per finanziamento illecito, è stato assolto per un capo (finanziamento in bianco), mentre per l'altra imputazione, quella relativa al "finanziamento in nero" è intervenuta la prescrizione.

Assoluzione anche per l'ex presidente del Consiglio regionale ed ex eurodeputato Amalia Sartori. La Procura durante la requisitoria aveva sollecitato una condanna a 6 anni per l'ex ministro Altero Matteoli, 5 anni per Cinque, 4 anni per Piva, 3 anni per Falconi, 2 anni e 4 mesi per Crialese, 2 anni e 3 mesi per Orsoni e Turato, 2 anni per Sartori.