Legato al letto e picchiato a sangue. Giuseppe ‘Pino’ Nisticò, 71 anni, da tutti chiamato Pino, residente a Mestre, è stato ucciso il 25 aprile in un appartamento di Monastir in Tunisia.  La polizia locale ha già arrestato i presunti assassini. Per gli stessi investigatori si stratta di un omicidio a sfondo passionale. Uno dei due finiti in carcere è un giovane di 26 anni con il quale Pino aveva avuto, in passato, una relazione.

L’anziano era un viaggiatore esperto. Originario di Catanzaro ma veneziano d'adozione e residente a Mestre da molti anni, aveva fatto per anni il pizzaiolo. Era partito con un amico che la sera del 25 aprile si sarebbe allontanato per qualche ora lasciandolo da solo in quella appartamento che avevano preso in affitto. A Monastir, a circa 160 chilometri a sud di Tunisi. I due dovevano tornare a casa lunedì 29 aprile. Non è chiaro a che ora ma ad un certo punto Nisticò ha aperto ai due giovani che poi saranno indicati dalla polizia come i suoi killer. Uno di loro sarebbe il ragazzo con il quale aveva avuto una relazione in passato. Ora faceva il bagnino nella spiaggia che frequentava quando era a Monastir. Cosa sia successo con esattezza dentro quell’appartamento non è chiaro. Una volta rientrato nella stanza, l’amico l'avrebbe trovato legato al letto, imbavagliato con segni su tutto il corpo. Non è chiaro ancora se sia stato colpito a mani nude o con qualche oggetto. Solo l'autopsia potrà rivelarlo.

A seguire il caso da vicino sono i funzionari della nostra ambasciata di Tunisi in stretto contatto con i famigliari del pensionato e il ministro degli Esteri. Scioccati i suoi vicini di casa in via Castellana, alla Cipressina dove l’anziano viveva da solo. Non era sposato né aveva figli. “Pino era come un figlio. Impossibile non volergli bene, era una persona stupenda- racconta la sua dirimpettaia – l'hanno ammazzato in una maniera orribile”. Da decidere la data dei funerali che si svolgeranno a Mestre.