Era in forte stato di forte agitazione, così "per calmarlo" sarebbe stato schiaffeggiato da un agente  prima che la barella su cui era adagiato venisse messa sull’ambulanza. I fatti sono avvenuti nel tardo pomeriggio di giovedì a Prato, fra via Roncioni e via Monnet, come riporta Il Tirreno. Secondo la ricostruzione del quotidiano locale, l'uomo di origine marocchina, 30 anni residente nella provincia di Pistoia, regolare in Italia e con precedenti di polizia, è stato notato perché camminava barcollando, quasi in mezzo alla strada, tanto da rischiare di essere investito.

"Era agitato"

Gli agenti lo hanno quindi portato in sicurezza sul marciapiede e hanno chiamato il 118 per l’assistenza sanitaria. L’uomo, secondo la polizia, "appariva sotto l’effetto di sostanze psicotrope". Sempre secondo quando riferito dalla polizia, "l’uomo ha assunto una condotta aggressiva verso tutti i presenti, tanto da costringere gli agenti a porlo momentaneamente in sicurezza, per permettere ai sanitari di assisterlo e di trasportarlo all’ospedale per fargli praticare le cure del caso".

Il video degli schiaffi

La scena è stata filmata da un passante. Nel video si vede il 30enne molto alterato e il poliziotto che usa modi bruschi nei suoi confronti. In quei momenti gli agenti lo mettono in barella insieme ai volontari della Croce d’Oro. "Voglio il mio avvocato! Siamo in Italia" grida l'uomo. Alla fine è stato ricoverato all’ospedale Santo Stefano in codice giallo, secondo il portale del 118. Codici compatibili con lo "stato di alterazione" dell’uomo. Il trentenne è stato anche denunciato in stato di libertà per resistenza a pubblico ufficiale.

Gabrielli (capo polizia): "Fare piena chiarezza"

"Non ho ancora visto quel video, tuttavia fin da ora censuro ogni comportamento abnorme da parte di agenti in divisa e chi sbaglia deve sempre pagare, tuttavia invito tutti a evitare processi sommari e a capire bene come si sono svolti i fatti". Sono le prime parole del capo della polizia Franco Gabrielli sui fatti di Prato. "Talvolta – ha precisato Gabrielli – estrapolare qualche frame di un video può dare adito a una ricostruzione inesatta dell'accaduto. Pertanto, in attesa che si facciano tutti i doverosi accertamenti del caso e piena chiarezza, invito a non fare processi sommari e se poi risulterà che qualcuno ha sbagliato e' giusto che paghi. Anche perchè dico sempre ai miei uomini che, per rivendicare che siamo gli unici legittimati a poter ricorrere all'uso della forza, dobbiamo farlo rispettando sempre le regole".